di Redazione
«Domani, mercoledi 19 novembre, nel question time previsto in Commissione parlamentare Attività produttive, verrà discussa l’interrogazione a risposta immediata presentata dai nostri parlamentari Pavanelli, Appendino, Ferrara e Cappelletti al Ministro delle Imprese e del Made in Italy. L’obiettivo è ottenere subito chiarimenti sulla vicenda della Gigafactory di Termoli, soprattutto dopo le notizie sulla possibile rinuncia di ACC a realizzare l’impianto», afferma il consigliere regionale Roberto Gravina. La notizia, riportata dai media lo scorso 14 novembre, ipotizza un annuncio, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, sulla rinuncia a un progetto da 2 miliardi di euro – di cui 350 milioni pubblici – considerato strategico non solo per garantire la continuità produttiva dello stabilimento molisano, ma anche per costruire una filiera nazionale delle batterie competitiva su scala europea. Una rinuncia, se confermata, priverebbe l’Italia di un comparto tecnologico essenziale e metterebbe a rischio migliaia di posti di lavoro, indebolendo in modo strutturale la competitività industriale del Paese. «Si tratta dell’ennesimo tentativo del Movimento 5 Stelle di ottenere una chiarezza di fondo, non rinviabile su un progetto che riguarda migliaia di lavoratori molisani e le loro famiglie, ma anche l’intero sistema produttivo del Paese. Non è una battaglia pretestuosa, ma il presupposto per avviare un confronto serio tra proposte concrete, indispensabile per affrontare un problema che non può essere rimandato né minimizzato». A preoccupare ulteriormente i rappresentanti del Movimento 5 Stelle è l’assenza di una strategia industriale da parte del Governo: nella Legge di Bilancio non c’è alcuna misura per il settore automotive né per i costi energetici, nessun vincolo agli incentivi pubblici, nessuna visione di lungo periodo. Una linea che si pone in contrasto con il Piano industriale europeo per l’automotive che indica la produzione di batterie come segmento cruciale per ridurre la dipendenza dalle forniture asiatiche. Gravina prosegue: «Il Governo deve dire se intenda intervenire con urgenza per salvaguardare l’investimento, anche ricorrendo a strumenti straordinari; se ritenga necessario predisporre un piano alternativo e se non sia opportuno convocare un tavolo permanente di confronto con le organizzazioni sindacali, vista l’importanza strategica dello stabilimento molisano e dei finanziamenti pubblici già stanziati». «Ringrazio i nostri parlamentari a Roma Pavanelli, Appendino, Ferrara e Cappelletti e i nostri eurodeputati: stiamo portando avanti un’azione coordinata, continua e rigorosa, seguendo passo dopo passo l’evoluzione del progetto Gigafactory di Termoli – conclude Gravina -. Con questa interrogazione chiediamo risposte vere che servono ai lavoratori, ai sindacati, alla società civile e al territorio. Non ci interessa alimentare polemiche sterili, ma capire quale futuro attende il Molise e come affrontarlo con responsabilità e ascolto, anche tra forze politiche diverse, per fare fronte comune».





























