di Christian Ciarlante

Seguendo le orme del comico genovese Beppe Grillo, il Consigliere regionale Andrea Greco, non avendo di meglio da fare, trova il tempo di scrivere post deliranti su Facebook. Il ‘pentastellato’ si scaglia contro i giornali, rei di gravare sulle tasche degli italiani per 100 milioni di euro l’anno, e contro i giornalisti che appartengono a questo sistema marcio. Certo, se per investire su istruzione, sanità e tanto altro, bastassero 100 milioni, avremmo risolto tutti i nostri problemi.

Greco scrive su Facebook:

“I giornali gravano sulle tasche degli italiani per 100 milioni di euro l’anno. È una cifra iperbolica, che potremmo investire per istruzione, sanità e tanto altro. Con il governo del cambiamento per il 2019 il contributo scenderà a 34 milioni, e nel 2020 sarà azzerato. Questa è una certezza, così come è certo che smetteremo di sovvenzionare un sistema marcio, con qualche eccezione, che non ha informato il Paese ma lo ha reso ostaggio della disinformazione. È per questo che ogni giorno è buono per screditarci. Stateci accanto, facciamo rete e difendiamo la verità”.

E’ tipico del M5S prendersela con la stampa, a loro di dire, di regime. Ma al governo non ci sono loro? Parlando di regime, a chi si riferiscono? Misteri a cinque stelle. “Pennivendoli”, “inchiostratori”, “falsari”, “carogne”, “morti che camminano”, “servi”… giusto per rammentare alcuni epiteti rivolti alla categoria dai grillini.

Evidentemente anche Greco sposa questa causa e gongola felice in attesa del 2020, data in cui, il contributo ai giornali sarà azzerato. Inquietante è invece il fatto che nulla sia cambiato ora che sono al potere. Al solito aggressività e strafottenza. Diciamo che fa parte del gioco, ma da una forza al potere è lecito attendersi queste bassezze?

Da chi ha messo in piedi liste di proscrizione dei cronisti non amici, da chi a cacciato dagli eventi politici i giornalisti nemici, da chi ha richiesto di limitare gli spazi dei cronisti parlamentari a Montecitorio, non possiamo e non dobbiamo accettare lezioni. Per quanto riguarda i contributi indiretti, diciamo sommessamente, che chi ‘produce’ informazione svolge una funzione pubblica che merita di essere sostenuta. Trattandosi poi di un settore in crisi, è anche un modo per salvaguardare posti di lavoro. Se poi vogliamo chiudere tutti i giornali e mandare a spasso i giornalisti, siamo sulla strada giusta. “Viva il cambiamento!”

Comprensibile che vogliano mettere in atto il loro folle piano, ma è inaccettabile restare in silenzio e subire senza reagire. I giornalisti hanno il diritto di criticare le azioni dei pentastellati? Hanno il diritto di pensarla diversamente? Hanno il diritto di dare le notizie? Hanno il diritto di fare le inchieste? Possono farlo o devono inchinarsi al pensiero unico grillino? La verità non puo’ stare solo da una parte, tutto quello che fanno i 5 Stelle non è cosa buona e giusta. Hanno deciso di ergersi a paladini della verità, su quali basi?

Nessuna nega che i grandi gruppi editoriali abbiamo interesse nel fare un certo tipo di informazione, ma questo non significa che bisogna penalizzare e condannare un intero settore. Le critiche si accettano e non si replica bollando tutto come ‘fake news’. Ormai è diventata una moda, quando una cosa non piace o da fastidio, è una falsità. Ora attendiamo gli editti bulgari come Berlusconi.

Questi signori erano quelli che si strappavano le vesti perchè in Italia non c’era la libertà di stampa. Oggi, pero’, il problema non se lo pongono più. Il web è la sola verità, beati voi che ci credete!

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