I 5 Stelle hanno da ridire anche sulle tesi espresse in un articolo di politica regionale: Ognuno faccia il proprio mestiere! Questi signori sarebbero i paladini della libertà di stampa? Siamo seri, per favore. Accettiamo la replica piccata al nostro articolo di ieri, mercoledì 5 agosto, intitolato “Consiglio deserto, Toma sorretto dai ‘grillini’. La maggioranza non ha i numeri e i 5 stelle restano in Aula per permettere la votazione della variazione di bilancio”, con il rispetto che gli si deve.
La libertà di pensiero è un diritto essenziale dell’uomo, non dimentichiamolo mai. A noi non interessano le sterili polemiche o buttarla in ‘caciara’ come afferma un consigliere regionale ‘pentastellato’. Quando dice “qualcuno attraverso un giornale telematico” cosa intende? Si eviti di fare dietrologia spicciola, il giornalista ha semplicemente svolto il suo lavoro e va rispettato. Qualunque sia il motivo che abbia spinto i 5 Stelle a non far cadere il numero legale, doveva essere spiegato in Aula, ma ultimamente sembra che anche sulla trasparenza siano un po’ claudicanti.
La nostra testata giornalistica ha solo riportato un fatto, fino a prova contraria non è ancora un reato, ipotizzando una ragione di tale scelta politica non essendoci stata una dichiarazione in Aula. Solo oggi, abbiamo appreso che i ‘grillini’ non hanno abbandonato i lavori del Consiglio per consentire a Vigili del Fuoco e operai forestali di beneficiare di risorse economiche per i presidi e le attività antincendio. E non lo sapevano il 20 aprile quando hanno votato il bilancio?






























