Nonostante il Quirinale abbia stralciato dal “Decreto emergenze” l’articolo che stabilisce l’incompatibilità tra commissario e presidente di Regione, i pentastellati ribadiscono ancora una volta che non sarà Toma il nuovo Commissario ad acta per la sanità: «Percorreremo altre strade per rendere la proposta legge dello Stato. Ora attendiamo la nomina». Il governatore Toma ha commentato sarcastico: “È necessario studiare di più ed evitare manifestazioni di giubilo”.

L’on. Antonio Federico in un post su Facebook ha ribadito con forza la linea del M5S.

Scrive Federico

“La norma che sancisce l’incompatibilità delle cariche di Presidente della Regione e Commissario ad acta per la Sanità è sul tavolo ministeriale da tempo e cristallizza una volontà politica chiara e precisa sulla gestione del comparto sanitario immaginato dal MoVimento 5 Stelle. Se, però, tale norma non dovesse trovarsi all’interno del cosiddetto ‘Decreto Emergenze’, vorrà dire che sarà trovata un’altra strada per rendere la proposta una legge dello Stato. Ad ogni modo, attendiamo dal Ministero la nomina di un Commissario ad acta per il Molise e siamo certi che tale nomina sarà fatta proprio nel solco dell’incompatibilità”.

Quanto tempo passerà prima che il Molise avrà un nuovo Commissario ad acta per la sanità? A quanto pare per i pentastellati questo non è un problema, si preferisce tergiversare e continuare a battagliare per far si che l’incarico non sia riservato al governatore Toma.

Toma in questo momento ha ben altri grattacapi, infatti, che deve fare i conti anche con un altro problema da non sottovalutare. Nel decreto emergenze non è stata prevista nessuna somma aggiuntiva per far fronte alle difficoltà a seguito del sisma di agosto in Basso Molise. Restano solo 2 i milioni di euro stanziati dal Consiglio dei ministri per far fronte ai primi interventi urgenti nei comuni danneggiati.

I Sindaci delle aree coinvolte sono preoccupati per gli sfollati che rischiano di trascorrere l’inverno nelle tende. L’unica speranza è legata alla ulteriore richiesta di fondi che il governo regionale dovrà presentare entro la prima metà di ottobre al Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, una volta terminata la prima stima dei danni rilevati agli edifici pubblici e privati del cratere. Vedremo a breve se il governo verrà incontro alle esigenze del Molise.

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