di T.A.

UNA VICENDA, FORSE, A LIETO FINE. FINALMENTE “I BARACCATI” DI VENAFRO HANNO LASCIATO L’ULIVETO DEL CAMPAGLIONE DOVE SONO RIMASTI ANNI PER VIVERE NEL PIU’ DIGNITOSO ALLOGGIO POPOLARE DI VIA FLACCO.

Ci sono vicende che, tristi in se, si avviano dopo anni verso un lieto fine, almeno  sotto l’aspetto formale. E’ il caso dei “baraccati” di Venafro, Maria e Pasquale, la coppia di coniugi  -lei laziale, l’uomo venafrano- così ribattezzati dall’opinione pubblica in quanto per anni avevano scelto di vivere in una baracca nell’uliveto di proprietà dell’uomo al Campaglione, periferia ovest della città, non avendo dove altro andare per motivi economici insorti nel corso della loro non facile esistenza. Nel frattempo però, e grazie all’impegno di un manipolo di venafrani “armati” di buona volontà sociale e determinati a dare loro tutt’altro sistema di vita, la coppia aveva ottenuto dall’Iacp di Isernia l’assegnazione di un decoroso alloggio popolare in via Flacco a Venafro -con verde dinanzi, ingresso autonomo in un edificio condominiale  ed a pian terreno, date le menomazioni visive della donna-, alloggio di 70/80mq con cucina/salone, camera da letto e servizi, ossia il meglio che si potesse, soprattutto tutt’altro rispetto ad una baracca in un uliveto senza wc e tant’altro. Ciononostante la coppia decideva di restare a vivere nella baracca al Campaglione, con difficoltà a non finire e facilmente immaginabili, senza abitare l’alloggio popolare di Via Flacco ! Una situazione, si capirà, decisamente al limite e che tanto faceva parlare l’opinione pubblica venafrana e del Molise intero. Tra l’altro, ad inizio della particolarissima  vicenda, l’allora assessore regionale del Molise alle politiche sociali, Petraroia, era appositamente venuto a Venafro per vedere dal vivo le condizioni abitative dei “baraccati” venafrani, restando letteralmente basìto per quanto visto coi propri occhi ! Finalmente, come si diceva, la delicata storia socio/umanitaria dei “baraccati” venafrani sembra avviata a soluzione, dopo che la coppia si è determinata ad entrare ed abitare nell’alloggio popolare di via Flacco, lasciando l’uliveto del Campaglione per tutt’altra e più decorosa vita. Vicenda chiusa e recupero di una esistenza e e più dignitosa e tranquilla da parte di Pasquale e Maria ? A prescindere da tant’altre pur plausibili considerazioni, è questo l’augurio dei venafrani perché la città possa finalmente voltare pagina recuperando in pari dignità per tutti i venafrani, nessuno escluso.

 

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