di Tonino Atella

L’ambiente venafrano ? Continuativamente sotto la lente dell’attenzione di quanti sostengono che sia tutt’altro che sano e rassicurante, colpa di agenti inquinanti di vario genere : dal traffico ai fumi industriali, ai caloriferi domestici  ect. Oggi però vogliamo focalizzare il tema, certamente scottante, in modo diverso, partendo da una constatazione assolutamente naturale e come tale garante, pensiamo, di un ambiente sano e rassicurante checché si voglia accreditare in maniera diversa. Il riferimento, pensiamo, che garantisce in termini positivi circa l’affidabilità dell’aria e dell’ambiente venafrani arriva, manco a dirlo, dagli odori, dai profumi naturali che le nostre narici captano non appena ci si accinge ad accedere nell’abitato cittadino per quanti arrivano dall’esterno, nonché da parte dei residenti che vivono stabilmente a Venafro. Di quali odori, profumi trattasi ? Di quelli che esprime la natura vegetale venafrana, cioè piante ed alberi, i testimoni  principi, assoluti e garanti di un ambiente sano ed affidabile. Vediamo da vicino siffatti paladini della bella e finalmente rassicurante natura venafrana. Partiamo da nord. Il primo tra tali garanti arriva dall’ambiente collinare di M.  Santa Croce ed è la ginestra. La pianta colora magnificamente di giallo i pendii di Santa Croce, inebriando di se l’aria circostante e conferendo all’altura un aspetto gradevolissimo alla vista. Il profumo della ginestra collinare si percepisce sin nell’abitato ed è meraviglioso. Da nord scendiamo a sud, lungo la statale 85 Venafrana che proveniente dalla Campania immette in centro.

Qui troviamo i magnifici tigli, dalla chioma abbondante e soprattutto dai profumi intensissimi dei suoi splendidi fiori a grappoli. Odori assai intensi che accompagnano per interi periodi, raggiungendo case e piazze. Dopodiché l’est di Venafro col Viale San Nicandro che porta in città coi magnifici filari di robinia dai fiori bianchi bellissimi e soprattutto profumatissimi. Odori che inebriano e suscitano il sorriso di soddisfazione e compiacimento. Bella a vedersi la robinia, con la sua chioma che chiude a mò di ombrello la strada che porta il nome del Santo Patrono. La chiusura, praticamente d’obbligo, con l’albero secolare della terra venafrana, l’ulivo. La pianta immette a Venafro e quindi in Molise quanti arrivano da ovest, ossia dalla Capitale, dal Lazio e dalla Campania. Storico, magnifico a vedersi con la sua ampia chioma argentata, dai frutti gradevolissimi per il palato sia degli antichi romani che dei contemporanei, l’ulivo é ricco del tipico -anche se non forte- profumo naturale che emana, segno inequivocabile di una terra sana e di un ambiente garante, pulito e finalmente affidabile per la salute di tutti. In chiusura di siffatta essenziale  panoramica la domanda d’obbligo : pensate sempre che trattasi di ambiente insalubre quello che è ricco di odori naturali di ginestre, tigli, robinie e ulivi tanto magnifici e genuini come quello venafrano ? Una riflessione, riteniamo, appare finalmente doverosa !

Articolo precedenteAmministrative in Molise ultime ore per chiudere le liste
Articolo successivoCln Cus Molise, domani la sfida playoff in casa dell’Ecocity Futsal Genzano. Sanginario: “Daremo tutto per essere protagonisti”