Simpaticissimi e particolari i tik di atlete ed atleti italiani e stranieri delle diverse discipline sportive
Una informazione particolare quella che segue e che valica i confini del Molise. Riguarda i tik, i ricorrenti modi di comportarsi, le abitudini, gli atteggiamenti ripetuti degli atleti ambosessi sia italiani che stranieri delle diverse discipline sportive. Un corollario divertentissimo ed assai simpatico che riguarda ora il proprio fisico, ora l’abbigliamento, ora atteggiamenti unici, ora comportamenti fuori dalla norma e sistematicamente ripetitivi, dalla finalità unica e ben precisa : vincere, esorcizzando l’eventuale sorte avversa ed ovviamente imponendosi sull’avversario di turno. Atteggiamenti, questi che di seguito si elencano seppure in numero ridotto e in forma strincata, che inducono al sorriso bonario, al divertimento di chi li osserva in tv dalla poltrona di casa, ma che nel contempo inducono a pensare al “pathos” del momento da parte del/della protagonista del tik. Partiamo dal tennis. C’è chi, sistematicamente prima della battuta, ama farsi passare la pallina tra le gambe perché il colpo produca il punto a favore. Chi all’atto di battere sorride platealmente, non già all’avversario ma a se stesso/a sempre per azzeccare la battuta vincente. Chi con la scarpa pulisce la riga di fondo da dove batte. Chi si carica dandosi un colpetto a mano aperta sul fianco. Chi, tra le tenniste con le trecce, ama adagiarsi la treccia sulla spalla, ora al lato destro ora a sinistra, prima di battere o di rispondere alla battuta altrui. Così come chi, prima dello scambio, va alla ricerca per baciarla evidentemente quale portafortuna della medaglietta appesa alla collana che porta al collo e che sistematicamente gli/le si infila nella maglietta che indossa. Come pure c’è l’altro tennista che, trovata l’agognata medaglietta, la bacia e quindi lascia che torni a pendere dal collo sotto la maglietta. E tutti poi, aggiudicatosi il punto, stringono forte il pugno indirizzandolo verso il proprio allenatore per caricarsi ed autogratificarsi. Dal tennis all’atletica leggera per dire dell’abitudine di tanti atleti -soprattutto velocisti, saltatori in alto, in lungo e lanciatori del peso- d’indossare calzini di diverso colore sempre per esorcizzare la mala sorte e vincere ! Così come c’è il mezzofondista o il maratoneta legatissimo ad una determinata maglietta, vuoi per il colore vuoi perché indossandola ha vinto precedentemente, che non rinuncia affatto a tornare ad indossarla per tornare a vincere. In chiusura di atletica leggera, c’è poi il campione olimpionico italiano di salto in alto, Tamberi, che appena gli viene fatta si fa crescere la barba su metà della faccia nella convinzione che così messo salti più in alto possibile ! E tanto torto non ha, visti i risultati ! Tornando al tennis, come non citare poi l’abitudine ricorrente dei tennisti di sorseggiare a più bottigliette tra acqua e succhi vari tra un punto e un altro. E sempre per il tennis da citare i tantissimi tik, ripetuti sino all’esasperazione, del campionissimo spagnolo Nadal. Si tocca ripetutamente fronte, guance, mento, pantaloncini indietro e avanti … all’atto di dare inizio allo scambio e, una volta rientrato al proprio posto, sorseggia dalle diverse bottigliette che riposa a terra con certosina ed infinita “cerimonia”, badando a che stiano ben distanziate come lui stesso desidera ! Tik belli ? Certamente, ma anche ossessivi se permettete ! Restano comunque tutti simpatici, dal che ben vengano !






























