di Tonino Atella
Iniziativa lodevole, quella che di seguito viene descritta, e come tale da diffondere all’opinione pubblica. Nella mattinata domenicale, con ritrovo al “Campetto di Don Sante” alla Cattedrale di Venafro, denominazione storica del sito un tempo luogo d’incontro di fanciulli e giovani locali sotto la spinta del sacerdote del passato, l’indimenticabile Don Sante Izzi, ed oggi sede del Venafro 4 dell’Agesci, con ritrovo al “Campetto di Don Sante” -si scriveva- si sono ritrovati decine e decine di venafrani ambosessi e di ogni età per rimboccarsi le maniche e a fronte di … “olio di gomito” ripulire la città da rifiuti, cartacce, plastica, indumenti abbandonati, metalli, mobili in disuso, pezzi di legno ect. per rendere finalmente accogliente e maggiormente presentabile l’abitato urbano. Hanno sudato, come detto, in tanti e mai fatica è risultata più piacevole, addirittura leggera.


“Abbiamo lavorato, raccolto, imbustato e portato via -spiegano i protagonisti della mattinata- pulendo strade, traverse, spiazzi, piazze e lo stesso laghetto del rione Ciaraffella. Un impegno consistente ma per nulla gravoso, essendo in gioco la pulizia e l’attrattiva di Venafro”. Il risultato ? “Assolutamente soddisfacente e positivo, tanto che già si pensa di bissarlo !”. Chi ha lavorato? “In tanti -aggiungono i protagonisti- dagli scout ai comuni cittadini, dagli amministratori comunali ai rappresentanti di associazioni, ossia tutti coloro che avevano voglia e desiderio di conferire pulizia e decenza alla nostra città. E l’operazione, visti i risultati, è pienamente riuscita”. Ed allora “chapeau” ai venafrani che hanno reso maggiormente presentabile Venafro !






























