Lo scorso anno provvidero alla commemorazione cittadini comuni e parenti dei caduti, senza l’intervento delle istituzioni ; cambierà qualcosa quest’anno o saranno sempre i privati ad attivarsi ?
Il 4 e 22 ottobre 1943 il cosiddetto “fuoco amico”, ossia bombe sganciate per sbaglio sulla città da bombardieri alleati, centrò Venafro facendo 18 vittime civili e distruggendo tanta parte dell’abitato. Da allora sono trascorsi 63 anni ma le istituzioni pubbliche sia locali che provinciali e regionali sono solite non promuovere alcunché per tali dolorosissime ricorrenze, quelle cioè dell’ottobre ’43, (cosa stranissima ed incomprensibile !), commemorando unicamente con tanto di giustissima cerimonia pubblica i caduti civili di altro “fuoco amico” sempre su Venafro, ossia quello del 15 marzo ’44, che fu altrettanto devastante lasciando a terra oltre cento vittime innocenti tra la popolazione inerme e indifesa.
La mancanza di celebrazioni per il caduti del ‘43 però, che resta imperdonabile checché si voglia dire, dallo scorso anno ha conosciuto una sorta di … rimedio seppure con tantissimo ritardo rispetto a quei tristi avvenimenti. Comuni cittadini di Venafro e parenti dei caduti del 4 e 22 0ttobre 1943, ossia i privati, si rimboccarono le maniche e, constatata la reiterata, ingiustificata ed inspiegabile assenza delle istituzioni pubbliche, provvidero a commemorare in proprio la ricorrenza ricordando finalmente quanti nella circostanza persero la vita.
Venne infatti celebrata una S. Messa nella Chiesa del Carmine, nelle vicinanze della zona dove la gran parte dei civili incapparono nella triste fine (località Chiaione, periferia ovest della città) e ricordati l’eccidio ed i nomi delle vittime, prima della deposizione di una corona di fiori al Monumento ai Caduti di tutte le guerre in piazza Vittorio Veneto. Data la prossimità del 63° anniversario del doloroso bombardamento alleato, gli stessi parenti delle 18 vittime civili del 4 e 22 ottobre ’43 e tanti privati venafrani si chiedono : “Dovremo ancora una volta adoperarci noi come parenti e privati, oppure finalmente il Comune di Venafro e le altre istituzioni pubbliche provinciali e regionali finalmente vorranno commemorare con apposita cerimonia ufficiale i civili caduti sotto il “fuoco amico” di 63 anni orsono ?
Noi, così come avvenuto nel 2015, non abbiamo problemi ad attivarci, ma sarebbe più giusto, doveroso, umano, democratico e civile che finalmente si procedesse alla istituzione ufficiale di commemorazione pubblica anche per i caduti del ’43, così come giustamente avviene per le vittime civili del ’44. Piace comunque far sapere che in mancanza d’intervento istituzionale i caduti del 4 e 22 ottobre ’43 non resteranno nell’oblio ma verranno ancora una volta ricordati e commemorati da noi privati cittadini di Venafro e dai parenti delle vittime. Aspettiamo perciò di conoscere eventuali iniziative da parte delle istituzioni, altrimenti commemoreremo ancora una volta privatamente i caduti venafrani di 63 anni orsono senza problemi di sorta. Se tanto avverrà però, si tratterà di ennesima ed imperdonabile assenza istituzionale”.
Tonino Atella




























