Dall’ex assessore regionale molisano Massimiliano Scarabeo, candidato per la prossima tornata elettorale di fine giugno nella fila di Fratelli d’Italia per rientrare nell’assemblea regionale, perviene il documento che segue a testimoniare a suo dire la rilevanza del voto del 25 e 26 giugno prossimi per tutti i molisani.

Il nostro sottolinea il sostanziale distacco tra mondo politico e cittadino molisani, dal che l’urgenza di ritrovare la fiducia smarrita, tornando concretamente ad operare. E’ necessario all’unisono col Governo nazionale, è il pensiero del candidato regionale di FdI, riprogrammare avviandola la crescita dell’Italia intera, compreso ovviamente il Molise che ha in se tutte le premesse per farlo. Occorrono però impegno, dedizione alla causa e spiccato senso civico di servizio, non sempre presenti negli ultimi tempi nella nostra terra da parte di quanti hanno governato a livello centrale. Dal che la irrinunciabile necessità di una classe politica regionale efficiente ed efficace, giuste le naturali attese dei Molisani. Spazio comunque al pensiero programmatico di Massimiliano Scarabeo, che assieme al coordinatore per il Molise Filoteo Di Sandro ha appena accolto in Molise il Vice Ministro degli Esteri on. Edmondo Cirielli di Fratelli d’Italia, a dimostrazione dell’importanza che il Governo Meloni attribuisce alla imminente tornata elettorale molisana.

 

“L’importanza non soltanto politica di questa tornata elettorale -prende a dire Massimiliano Scarabeo- ha le sue ragioni nel rapporto che si è creato in questi ultimi anni con le esigenze, le priorità e le emergenze dei molisani, nonché con la classe politica dirigente locale. Si è verificato un distacco netto, forte, un’azione politico-istituzionale senza contenuti, molto distante perfino dalle più rosee aspettative. È necessario ricostruire un confronto basato sulla fiducia, che sempre più spesso è mancata. Vedo l’Italia che, con questo governo, sta programmando una crescita necessaria, data la difficile situazione attuale in Europa. In particolare, uno sviluppo che può e deve darci la solidità decrescita r affrontare il futuro con maggiore tranquillità. E non è pensabile che mentre una parte d’Italia cresce, il Molise continui a restare indietro per mancanza di idee e programmi utili a colmare il divario esistente, che già di per sé è profondo rispetto ad altre regioni. In tutte le cose c’è un senso, anche se possono esserci problemi difficili da risolvere e situazioni particolari che non consentono il completamento di un programma elettorale. Tuttavia, non c’è spazio per l’approssimazione o l’inerzia. Questo è un grave errore per chi fa politica e deve farlo nel rispetto di tutti i molisani. È vero, questa tornata elettorale giunge dopo un periodo particolare dal punto di vista economico e la distanza tra i cittadini e la politica è ancora più evidente. Pertanto, più che mai, si evidenzia il fatto che le parole vuote non incantano più nessuno e quindi è necessario rimboccarsi le maniche e lavorare nell’interesse comune. Il Molise ha bisogno di una classe politica dirigente che si assuma l’onere di sollevarlo da questa difficile situazione economica e sociale. La politica deve riprendere il proprio ruolo e diventare il punto di riferimento per lo sviluppo di questa regione. Sono in gioco gli interessi di ogni molisano e gli strumenti economici e finanziari sono stati offerti dall’Europa attraverso il PNRR. Abbiamo la possibilità di compiere un enorme passo avanti e sarebbe un errore imperdonabile perdere questa occasione, così come sarebbe irrimediabile il danno se non sapremo sfruttare le opportunità offerte da questo programma. Il governo sta lavorando affinché l’occasione non vada sprecata e questo rappresenta un grande aiuto, indipendentemente dal colore politico. Parliamo di cospicui investimenti e opportunità, soprattutto nei settori delicati, dall’economia alla sanità, dalla scuola all’occupazione, dall’ambiente alle infrastrutture e al comparto agricolo, sempre più in difficoltà, nonché al turismo, che potrebbe rappresentare il vero volano della nostra economia locale. Il Molise deve sapere come agire in questi settori vitali. Sappiamo che il territorio si presta a molteplici interventi capaci di creare ricchezza e sappiamo anche che al di fuori dei confini regionali c’è un mondo che potrebbe apprezzarli. Dobbiamo farci conoscere e offrire il meglio che possiamo dare. Una grande parte del nostro futuro passa proprio attraverso queste scelte e la capacità di sfruttare le occasioni che ci sono offerte, che non devono assolutamente essere sprecate. In passato, quando mi è stata data l’opportunità, ho cercato di lavorare in questa direzione, sottolineando l’importanza di settori che, per me, restano primari per la mia regione. Il Molise ha bisogno di maggiori attenzioni e il territorio, la storia e le tradizioni offrono spunti e occasioni imperdibili. Sento di giovani che investono nel Molise e di altri che addirittura lasciano un posto di lavoro per tornare ad essere imprenditori di se stessi, lì dove sono nati e cresciuti. Questo mi dà la certezza che la mia idea sia una risorsa per il futuro. I campanili sono parte della nostra storia, ma allo stesso tempo sono una ricchezza da mettere in rete, in una collaborazione che coinvolga tutto il territorio. Non voglio aprire polemiche con nessuno, così come dico che non bisogna generalizzare. Tuttavia, non posso fare a meno, prima come molisano e elettore, e poi come candidato, di biasimare chi ha lasciato molti progetti importanti nel cassetto solo per una ingiustificata inerzia nel realizzarli. Allo stesso modo, critico coloro che hanno prodotto altri progetti, praticamente inutili o comunque non funzionali all’idea di sviluppo di cui abbiamo bisogno. Mi candido perché sono convinto che il Molise non sia così e che non debba e non possa continuare ad essere così. Il futuro non può dipendere da questo, quindi abbiamo l’obbligo di cambiarlo”.

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