A 48 ore dal caso giudiziario Scarabeo, si sono individuati i giustizialisti ad oltranza, attraverso i social network e i sentimenti di unanime vicinanza al dimissionario assessore regionale.

Non possiamo esimerci dal considerare che dell’intera coalizione di Centro Sinistra hanno espresso pubblicamente la solidarietà a Massimiliano Scarabeo, solo in pochi tra cui l’On. Danilo Leva che addirittura per la fiducia riposta sul suo compagno di partito ne ha preso in carico la difesa. Il collega e amico Avv. e Assessore Regionale alle Politiche Agricole Vittorino Facciolla che ha palesato a 24 ore dalla misura cautelare, tutto il suo pensiero di viva solidale partecipazione al momento nefasto. Stessa cosa espressa dal Sen. Roberto Ruta attraverso una nota e dal capogruppo PD in regione il Consigliere Francesco Totaro.

Per il resto salti di gioia e pietre lapidarie nella direzione del già crocifisso, condannato e gettato al rogo Scarabeo, nel più becero attivismo medioevale, tutti discepoli della Santa Inquisizione.

Non una parola di vicinanza al dramma umano in corso è stata espressa dal Presidente Paolo Frattura, che si è limitato immediatamente con una nota a chiedere le dimissioni del suo assessore, senza una pronuncia  di vicinanza.

Perfino Michele Iorio – acerrimo nemico politico – ha espresso solidarietà a Scarabeo, sperando che la vicenda  giudiziaria si risolva con i migliori auspici.

In un caso così plateale e da pubblica gogna, il suo presidente non ha speso una parola cosa che fa riflettere sugli equilibri instabili tra i due, o semplicemente Frattura è stato colpito da shock anafilattico da notizia fallace e non ha saputo reagire, (ci piace questa versione).

Registriamo l’assordante silenzio stampa della deputata Dem. Laura Venittelli al compagno di partito che si è sempre speso a suo favore.

Ratifichiamo intanto solo la sospensione dal PD per Scarabeo, voluta immediatamente in una riunione lampo da Micaela Fanelli. Sulla segretaria regionale del PD non possiamo che comprendere da un punto di vista politico la gioia di aver eliminato in un solo colpo uno dei massimi contestatori del suo modus operandi alla guida del partito.

Non ha atteso nemmeno 6 ore dalla notifica della misura cautelare da parte della Procura a Scarabeo per riunire d’urgenza il “politburo” regionale, senza nemmeno aspettare come era giusto in quel momento, la probabile autosospensione dal partito dallo stesso Scarabeo, e anche in questo caso nemmeno una sillaba spesa per il caso umano.

Fuori un pericoloso contendente alla mia stabilità politica avrà pensato Fanelli, oramai anche se dimostrerà la sua innocenza, con le lungaggini della giustizia è fuori dai giochi. Non sappiamo se abbia potuto brindare all’evento, ma la solerzia con cui si è adoperata per la sospensione lo farebbe subodorare.

Ci auguriamo che le nostre siano solo supposizioni, in quanto la ruota della vita gira e quello che oggi può accadere ad uno non è escluso che possa accadere anche ad un altro.

E nella massima regola d’oro della reciprocità: “non fare o non augurare- in questo caso – agli altri quello che non volesse fosse fatto a te” che ci concediamo dai nostri lettori, sperando che la giustizia trionfi sempre in ogni caso a prescindere dalle dicerie, dalle beghe inumane della politica e della scarsa sensibilità di taluni personaggi.

Pietro Tonti

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