di Tonino Atella

Fu ospite, assieme ad alti ufficiali del Regno e agli uomini della scorta, per due giorni nello storico Palazzo Cimorelli nel centro storico venafrano. A ricordarlo “I Venafrani per Venafro”.

Una importante pagina di storia patria nazionale vissuta a Venafro viene rispolverata da “I Venafrani per Venafro” per proseguire nella diffusione delle peculiarità storico/culturali della città via web, stante l’impossibilità momentanea -si spera di riprendere a farlo dalla prossima primavera, covid permettendo- di promuovere attività ed iniziative in presenza per evitare contatti e prevenire pericoli di sorta. La presenza dell’allora vertice del Regno di Sardegna e futuro Re d’Italia Vittorio Emanuele II a Venafro il 24 e 25 ottobre 1860, poco prima che venisse proclamato Re d’Italia. E’di questo che il predetto movimento popolare, da sempre in prima fila nel divulgare positività sociali e peculiarità storiche venafrane, intende nella circostanza dire.

“Nel centro storico cittadino -attacca il movimento- e lasciato alle spalle il rione Mercato, “il salotto” della Venafro Antica, ci s’imbatte sulla sinistra procedendo per la Via di Cristo in un imponente immobile a più piani, il Palazzo Cimorelli dal nome dei proprietari del tempo, dalla tinteggiatura esterna rossa  e da una particolarità unica : aver ospitato sul finire dell’ottobre del 1860 l’allora Re di Sardegna e futuro Re d’Italia Vittorio Emanuele II (1861/1878), detto “Re Galantuomo” e “Padre della Patria”, il sovrano che ebbe tanta parte nelle lotte risorgimentali e che nel corso del proprio regno salutò Unità ed Indipendenza dell’Italia. Vittorio Emanuele arrivò a cavallo a Venafro il 24 ottobre del 1860, accompagnato da alti ufficiali del regno e da uomini della scorta. Tutti vennero ospitati nel predetto palazzo, con gli onori ufficiali resi al futuro Re d’Italia, all’epoca alla guida del Regno di Sardegna. Quegli stette a Venafro per un momento di riposo per se, gli ufficiali al seguito e la scorta prima di mettere in atto la finalità della sua pur breve presenza a Venafro : uscire incontro a Teano (Caserta) a Giuseppe Garibaldi che, liberata Sicilia e il sud d’Italia coi suoi “Mille”, si apprestava a risalire l’Italia per raggiungere Roma e proclamare l’indipendenza nazionale, andando però quasi sicuramente incontro a contrapposizioni e tensioni con l’allora Stato Pontificio. Ed esattamente questo, ci dice la storia, Vittorio Emanuele II voleva evitare : ossia lo scontro della nascitura Italia con la Chiesa dell’epoca. Perciò riposati e rifocillati, di primo mattino il futuro Re d’Italia e la propria scorta furono di nuovo in sella diretti nel Casertano Altissimo. L’incontro, stando ai libri di storia, si sarebbe tenuto a Teano sul famoso ponteed in campagna appena fuori l’abitato, anche se c’è chi sostiene che il tutto sarebbe avvenuto a Vairano, altro Comune del Casertano poco distante. Dopo un approccio iniziale e i saluti della circostanza, la famosa frase/invito di Vittorio Emanuele all’Eroe dei Due Mondi, Giuseppe Garibaldi : “Fermati !”. Ed il Generale, immediato, “Obbedisco !“, per non apportare problemi alla nuova nazione che stava nascendo e per la quale Lui e i suoi Mille si erano tanto spesi, l’Italia appunto. Incontro terminato, patto d’intesa pienamente suggellato e l’Italia poteva finalmente “nascere” ! Un traguardo al quale anche Venafro, seppure solo indirettamente, aveva dato il proprio contributo realizzativo.

Ed a testimoniare l’importante presenza di Vittorio Emanuele a Venafro seppure per due giorni ed una sola notte ecco quanto si legge sulla storica lapide all’esterno di Palazzo Cimorelli, a dire del decisivo passaggio della complessa unità e liberazione dell’Italia anche in territorio venafrano : “RE VITTORIO EMANUELE – VENUTO CON POCHE ARMI E VOTI DI POPOLO INFINITI A CONSACRARE L’ITALIANITA’ DI QUESTE PROVINCE FU IN QUESTA CASA OSPITE DI NICOLA CIMORELLI (ALTO MAGISTRATO, ndc) NEI DI’ XXIV E XXV OTTOBRE MDCCCLX. IL MUNICIPIO DI VENAFRO IN MEMORIA DEL FAUSTO AVVENIMENTO E DEL CITTADINO BENEMERITO POSE QUESTO RICORDO IL IV MARZO MDCCCXCVIII CINQUANTESIMO ANNIVERSARIO DELLE LIBERTA’ COSTITUZIONALI”. Una gran bella e qualificante pagina di storia patria di cui Venafro e i Venafrani a ragione menano vanto.

Articolo precedenteAsd Boys Roccaravindola ed Elcom Distribuzione S.r.l. accanto anche al “Mario Castaldi”
Articolo successivoDati e contagi in Molise, 512 nuovi positivi (109 molecolari e 403 antigenici): il bollettino ufficiale del 15 gennaio 2022