di Tonino Atella
Manca il lavoro ? Tanti giovani sono disoccupati e rischiano di fare “ i mammoni “, vivendo a casa e a spese di mamma e papà anche da grandi appunto perché senza occupazione ? Si, sono circostanze serie e reali con le quali tante volte oggi più che mai bisogna fare i conti. Ed allora ? In tutta e piena responsabilità occorre rimboccarsi le maniche, guardarsi intorno, senza aspettare la ”manna dal cielo”, ossia l’aiuto, che difficilmente arriva.Bisogna ingegnarsi per darsi un futuro, una certezza economico/occupazionale, senza stare a dipendere dagli altri, genitori e famiglia propria compresi. “Ma come e cosa fare ?”, vi potreste chiedere, “se non so fare il resto di niente ?”. No, non è così. A ben pensare qualcosa viene fuori. Basta ingegnarsi nel modo giusto. Esattamente come fatto da due signori -uno più giovane intorno ai trent’anni e l’altro che ha superato da tempo il mezzo secolo di vita di due diversi Comuni del Molise che non citeremo per garantire la privacy dei soggetti in questione- i quali, senza lavoro e senza prospettive, un bel giorno si sono inventatiletteralmente un’occupazione. Cosa esattamente ? Sbrigare le faccende altrui, come la spesa al negozio di alimentari, il versamento alla posta, un’incombenza agli uffici comunali, andare a portare qualcosa ad un amico o a un parente, ritirare un pacco da conoscenti, andare in lavanderia a portare abiti da lavare o ritirare la coperta da letto per il freddo della notte e tant’altro della quotidianità che un anziano, una persona sola avanti negli anni e con difficoltà negli spostamenti non riesce a fare con la sicurezza, la padronanza e la tranquillità di una volta, stante le limitazioni del proprio fisico. Ed a fronte di tanto, al tizio trentenne o ultra cinquantenne – i classici “tuttofare” – arriva nelle mani l’offerta della signora o del signore impossibilitati ad uscire di casa ed a muoversi, denaro con cui tirare a campare, vivendo dignitosamente in tutta autonomia e libertà. Già perché ai Tizi che quotidianamente si prodigano per chi non è autosufficiente vivere in pieno la loro libertà è cosa irrinunciabile ed appunto vitale, tanto da non aver mai pensato nemmeno lontanamente al posto in fabbrica, al lavoro dipendente, all’impiego pubblico o a trovarsi il “santo in paradiso” per la rituale raccomandazione di rito. No, loro sono nati per la piena autonomia personale e, ingegnandosi nella maniera giusta, un bel giorno sono riusciti a scovare quanto fa al caso loro, ossia accudire gli altri senza rinunciare alla bella indipendenza personale di vita e di pensiero. Ed oggi, con la particolarissima attività ormai consolidatasi avendo attualmente una numerosa “clientela” cresciuta nel corso degli anni dopo che la voce della loro disponibilità aveva preso a girare, oggi i due intraprendenti ed assai disponibili personaggi vivono una vita laboriosa, intensa, con tante certezze ed assolutamente tranquilla, rinfrancati sia dalle offerte che ricevono e sia dalla gratitudine che tanti mostrano loro. “La disoccupazione ?”, afferma con un sorriso l’ultracinquantenne,”non so cosa sia ! E mi diverto un sacco a fare quello che faccio e che mi soddisfa in pieno!”.






























