Curioso e assurdo allo stesso tempo, ascoltare dagli speaker Rai e Mediaset che il maltempo, il freddo e la neve investe dalla Campania alla Sicilia, nonostante la eloquente cartina mandata in onda stamani, palesemente poneva la neve dal Molise in giù. Identica cosa per le temperature. Tra le città freddissime tra le minime e le massime spiccava Campobasso con i valori più alti: minima – 15 e massima -7, mentre lo speaker ha preferito citare il dato di Pescara con una media molto più ridotta di valori. Insomma, il Molise non esiste per i canali principali, come se vi fosse una sorta di “diktat” degli editori ai front man dei Tg: saltate il Molise!

 

cartina istalia merid big

D’altro canto la nostra terra è valida per accentrare l’attenzione dell’opinione pubblica nazionale sugli scandali e farci apparire quale regione super corrotta e arretrata. Ancora oggi in alcuni documentari – gli unici che girano in onda sui canali Rai – si ripropone la versione anni 50 di pellicole in cui si intravvede un anziano con in testa la classica coppola, mentre con una fune guida il “ciuccio” all’interno di un paese disabitato. Questo è l’immaginario collettivo che hanno della nostra terra gli italiani: un popolo di pastori, contadini ignoranti. La versione moderna del quadro bucolico, ha preso il sopravvento con il malaffare, gli inciuci e la scorrettezza amministrativa. Un retaggio a cui non si riesce a venir fuori e far capire che qualcosa in 60 anni è cambiato, che esiste anche un Molise buono, di gente laboriosa e produttiva, di estrema modernità, fucina di cervelli che si proiettano verso l’esterno con autorevolezza su mercati di nicchia, e padroni assoluti del web.

Non tutti sanno che nel Molise vi sono aziende di e – commerce che fatturano milioni di euro prime nel mondo. Che siamo primi e unici in tanti segmenti, oltre al record della partita Iva più vecchia del mondo, quale la Fonderia Pontificia Marinelli di Agnone con i suoi 900 anni di attività. Vi sono primati che non si esaltano, imprenditori e non “prenditori” che non hanno mai chiesto un euro alle istituzioni per esercitare il proprio lavoro e sono fiori all’occhiello in Europa, non solo in Italia.

La scena anche della nostra informazione regionale, purtroppo viene catalizzata dall’audience del sensazionalismo. La celebrazione delle negatività fa audience. Ci ritroviamo a gettare fiumi di battiture sul world dei pc con le solite vecchie magagne di Ittierre, Gam, Zuccherificio del Molise, il traghetto della vergogna amministrativa, mai salpato dal porto di Termoli. In un contesto autolesionistico velato dalle indicazioni della politica, ignoriamo con un patto mai sugellato quello che di buono possediamo, infilando il tutto,  in un unico calderone di nefandezze, ponendoci  il marchio Molise.

Salutiamo con un addio le promesse di redenzione turistica, di immagine di regione sana dove ancora si respira aria buona, dove oltre al cacio a cavallo e caciotte di pecorino, vi sono inventori di tecnologie avanzate nella cibernetica e nella robotica industriale, nella cura di malattie rare e fiori all’occhiello nella ricerca medica. Addio Molise sempre più lontano dalla giusta comunicazione che ne esalti l’essenza e la volontà dei suoi abitanti.

No. Il Molise non esiste o non vuole esistere. Mai uno spot sui canali nazionali che possa dare l’indicazione di una regione dalle mille potenzialità e dalle grandi bellezze. Nemmeno ora che il cibus nostrano dovrebbe esaltarsi nell’expo mondiale dell’alimentazione di Milano, il Molise non esiste. Nel 2014 abbiamo assistito a fiere e fierucce con la vecchia logica del conservatorismo del voto con i soliti sindaci in pool position a raccontare a noi stessi quanto è buona la soppressata e il tartufo, mentre all’esterno, nel resto d’Italia ci ignorano anche nel meteo.  Un incazzato 2015 di riscossa a tutti i molisani, affinchè questa tendenza si inverta e si abbia la volontà di cambiare.

Dir. futuromolise.net

Pietro Tonti

 

 

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