di Christian Ciarlante
“Ho ripetutamente richiesto al Ministro Paola De Micheli con atti ufficiali, da ormai dieci mesi, un incontro istituzionale per rappresentare l’urgenza di intervenire sulla nostra viabilità regionale in particolare sul collegamento Tirreno-Adriatico. Il signor Ministro però – ha detto l’assessore Niro – non mi ha ascoltato”.
I ministri dell’attuale governo giallo-rosso incontrano chiunque, perfino Sandra Milo è stata ricevuta a Palazzo Chigi. Com’è possibile, allora, che un assessore molisano non riesca a farsi ricevere o ascoltare dalla De Micheli? Possibile mai che il governatore non riesca, tramite il Presidente del Consiglio, a far sì che venga concessa udienza all’assessore? Una cosa fuori dal mondo. Ergo, o l’assessore e il governatore prendono atto della loro incapacità, togliendo il disturbo, o come la Milo vanno a Roma e si incatenano davanti al Ministero.
Fino a prova contraria, abbiamo anche una rappresentanza parlamentare di 5 persone – 6 se si considera la Tartaglione eletta in Puglia -, in maggioranza: possibile che uno di loro non riesca ad intercedere per la nostra regione? Stare a Roma significa fare gli interessi dei molisani e tediare fino allo sfinimento il governo per ottenere dei risultati, non inviare solo comunicati stampa. Essere brutti, piccoli e neri non significa che nessuno deve darci retta. Non si puo’ pensare al Molise solo in tempi di elezioni.
Senza un collegamento stradale, degno di questo nome, la nostra regione non ha un futuro, rischiamo di diventare una riserva indiana o ci dovranno proteggere come i panda. Il Molise non merita di essere trattato come “Calimero”, è ora di tirare fuori gli attributi per ottenere cio’ che ci spetta.
Qualcuno dirà, perché non si sistema prima la viabilità regionale? Giusta osservazione! E tal proposito ricordiamoci che nel 2015, governo Frattura e assessore Nagni, furono stanziati dalla Regione quasi 100 milioni di euro per far fronte a 60 interventi relativi alla viabilità regionale.
Quattro di questi erano di strategico rilievo per quanto riguarda il trasporto su rotaia e gli altri 56 riguardavano la manutenzione di strade regionali e interregionali. Oggi, qualcuno dovrebbe spiegarci come sono state impiegate effettivamente quelle risorse.
Ma osservando lo stato attuale della nostra rete viaria, possiamo affermare senza timore, che il risultato è pessimo.
Diciamoci la verità, solo al malaffare fa comodo che il Molise non esista. E mentre si brinda a Roma con dell’ottimo spumante italiano, allo sblocco di 130 opere strategiche per l’Italia, al Molise – escluso anche questa volta per nostra manifesta incapacità – non resta che gingillarsi con “pippe mentali” e gassose.






























