di Redazione
Il Parco Regionale dell’Olivo di Venafro, istituito con la Legge Regionale del Molise n. 30 del 2008, rappresenta un unicum nel panorama italiano: si tratta del primo parco agricolo dedicato all’olivo, nato per tutelare un patrimonio secolare di uliveti e paesaggi rurali tra i più antichi della penisola. Una missione complessa, quella del Parco: conservare e valorizzare, proteggere l’ambiente olivicolo storico e promuovere uno sviluppo sostenibile del territorio. Ciò significa tutelare non solo gli alberi, ma anche il paesaggio agrario, i saperi tradizionali, le varietà autoctone e i piccoli produttori locali. In questo senso, il Parco dell’Olivo è anche un laboratorio di agricoltura sostenibile e un baluardo contro l’abbandono delle terre. Negli anni, numerosi progetti educativi, attività culturali e campagne di promozione sono stati lanciati, spesso grazie al lavoro volontario di tecnici e appassionati. Tuttavia, nonostante il valore intrinseco del progetto, l’Ente ha dovuto affrontare notevoli difficoltà di gestione, legate alla scarsità di fondi, dovute alla lentezza nei finanziamenti regionali che non hanno permesso una precisa e puntuale programmazione. Le difficoltà recenti, però, risiedono anche in una questione di governance. Il fondo annuale a disposizione del Parco è attualmente di circa 50.000 Euro ed è senza dubbio una cifra modesta, se confrontata con le esigenze operative di un ente pubblico che dovrebbe coprire interventi di manutenzione, attività promozionali, tutela paesaggistica e gestione ordinaria. Nel 2011, con Deliberazione n. 18/2011, il Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Regionale dell’Olivo di Venafro fissò il compenso per il Presidente in 2.000 euro lordi mensili, già ridotto del 20% rispetto a quanto previsto dalla legge istitutiva (Legge Regionale n. 30/2008, art. 2, comma 9), che equiparava il trattamento economico a quello dei presidenti dei parchi nazionali. L’allora Presidente Emilio Pesino, scelse volontariamente di rinunciare al 50% di tale somma, destinando la parte residua, al netto delle tasse, a coprire esigenze concrete del Parco, proprio in virtù del contesto di risorse limitate. Un’azione mirata proprio a garantire quelle risorse per i servizi minimi, per esempio quelli della manutenzione di base. La situazione attuale appare molto diversa. Il nuovo Presidente, infatti, sembrerebbe continuare ad applicare la delibera del 2011 — ormai superata per contesto e vincoli normativi — senza adottare un nuovo atto formale di aggiornamento dei compensi, come avviene invece normalmente in altre regioni, dove è il Presidente stesso a stabilire l’entità del proprio emolumento in modo trasparente. In questo caso, tale passaggio non risulta essere stato compiuto. Tanto che, gran parte del budget del Parco è assorbito proprio dai compensi: circa 24.000 euro per il Presidente, 11.000 euro per la Responsabile Amministrativa e 5.000 euro per il Responsabile Tecnico, sebbene questi ultimi dati siano da considerarsi approssimativi, vista l’assenza, al momento, di un bilancio di previsione formalmente approvato. Insomma, tutto sembra rifarsi ancora a quella delibera, senza che sia stato definito un nuovo quadro normativo e l’assenza di un bilancio di previsione regolarmente approvato aggrava ulteriormente la trasparenza e l’efficienza dell’Ente. Infatti, l’importanza di essere adeguatamente finanziato e quindi anche gestito relativamente alle risorse disponibili, rappresenta un elemento indispensabile per il futuro del Parco stesso. Per il territorio molisano il Parco dell’Olivo di Venafro è un patrimonio da salvare. Esso rappresenta qualcosa che va oltre l’olivicoltura: è un racconto vivente del rapporto tra uomo e paesaggio, un museo a cielo aperto della civiltà contadina mediterranea.






























