di Tonino Atella
Un problema datatissimo e di non poco conto sulla verde pianura venafrana, ma sempre lì ad infastidire, intralciare e preoccupare. Trattasi delle canalette di ferro e cemento per l’irrigazione da decenni inutilizzate ed abbandonate sulla pianura di Venafro senza provvedere a rimuoverle. Ne consegue che sono da intralcio al lavoro agricolo e soprattutto rappresentano una minaccia consistente per ambiente e salute popolare. In effetti parliamo delle tonnellate di manufatti di ferro e cemento realizzati dagli anni ’60 in poi su commissione del Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro per l’irrigazione a scorrimento dei terreni dell’estremo Molise occidentale così da incentivare impresa, lavoro, investimenti e ricavi.

Il loro apparire, tanto nel Molise dell’estremo ovest che nel vicino Alto Casertano, venne salutato come “manna dal cielo” da agricoltori, coltivatori ed imprenditori del settore che grazie all’acqua, che arrivava finalmente copiosa rispetto alle ristrettezze del passato, potettero incentivare le loro attività con ricavi consistenti e migliorie per l’intero ambito agricolo. Si andò avanti per decenni col sistema dell’irrigazione a scorrimento tramite l’acqua fluviale trasportata da centinaia di chilometri di canalette e la soddisfazione del settore agricolo fu unanime e palpabile almeno là dove arrivava l’acqua, perché chi ne restò privo continuò a vedersela con ristrettezze e problemi, riscontri purtroppo ancora tali in determinate aree agricole. Poi un bel giorno l’ennesima perfomance della tecnica moderna arrivò anche in agricoltura : acqua sui terreni non più a scorrimento attraverso le canalette bensì a pressione e quindi a pioggia, pompata in abbondanza dal nuovo sistema irriguo intubato. Immediate le migliorie all’intero comparto agricolo, con produzioni più abbondanti e ricavi maggiormente soddisfacenti. Tutto bene con sorrisi a non finire e soddisfazioni per tutti. Ma puntuale il risvolto negativo della medaglia.

Le tonnellate, le decine e decine di chilometri di canalette di ferro e cemento non più utilizzate restarono sui terreni, non si provvide a rimuoverle da parte del Consorzio di Bonifica venafrano o di altro ente pubblico portandole via e smaltendole. Conseguentemente restarono -e la situazione ancora é tale- ad ostruire, occupare suoli ed arrecare potenziali pericoli all’ambiente ed alla salute di tutti. E la situazione, come detto, è sempre così ! Canalette non più rimosse, tuttora ad occupare terreni, ad ostruire i movimenti delle moderne macchine agricole e quindi ad arrecare problemi di non poco conto. E’ vero, tali canalette stanno su lingue di terreni non più privati bensì dell’Ente di Bonifica di Venafro che all’epoca espropriò per installarvi i manufatti, ma è altrettanto evidente che oggi la loro permanenza in loco costituisce un problema di vasta portata. Per dare l’idea della cosa basta dire che tantissimi coltivatori, vista la mancata rimozione degli ingombranti ed ormai inservibili manufatti da parte dell’Ente di Bonifica venafrano, hanno deciso di spostarli con proprio “olio di gomito” o con propri macchinari dato il loro peso e le dimensioni, in quanto intralciano tantissimo il lavoro nei campi.

Ad onor del vero anni addietro, pressato da tanti coltivatori che ne sollecitavano a ragione la rimozione, il Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro mise mano e mente ad un programma di smantellamento di tali manufatti, ma scivolò sulla classica buccia di banana. Chiese un prezzo esageratissimo perché i precedenti proprietari terrieri ricomprassero le lingue di terra decenni prima espropriate per installarvi le canalette. Il progetto fallì, nessuno ricomprò un solo mq. di terra e, quale effetto devastante, le canalette restarono lì, senza essere rimosse. E la situazione purtroppo persiste ! Adesso ad aggravare ulteriormente una situazione già di per se complessa e delicata, è insorto altro enorme ostacolo : dove, come e con quali risorse finanziarie smaltire tante tonnellate di ferro e cemento ! Problemi su problemi quindi e nel frattempo le vecchie ed ormai inutili canalette di ferro e cemento restano sulla piana di Venafro, senza che si provveda a rimuoverle e smaltirle ! Si sbloccherà finalmente e in maniera positiva la situazione? E’ l’augurio di agricoltori, coltivatori diretti ed imprenditori agricoli dell’estremo Molise dell’ovest per lavorare in toto e in assoluta sicurezza e tranquillità i loro terreni.






























