Il reddito di cittadinanza rischia di diventare un boomerang per i 5 Stelle perché, nonostante le rassicurazioni del ministro Di Maio, non ci sono soldi a sufficienza per tutti.

I dettagli dell’operazione che nel 2019 costerà ai contribuenti 10 miliardi di euro devono ancora essere decisi, ma alcune cose sono note da tempo: per ricevere il reddito bisognerà avere più di 18 anni, essere senza lavoro (ufficialmente, s’intende) o averlo e guadagnare meno di 780 euro netti al mese. Oltre agli italiani potranno usufruire della paghetta di Stato anche gli stranieri regolari e i rom.

Più esigue le cifre delle coperture. Per il reddito di cittadinanza si potrebbe andare a pescare nelle risorse del reddito di inclusione ma si guarda in generale al perimetro degli ammortizzatori sociali con una ricognizione in corso sulla spesa per queste prestazioni. Il Governo inoltre guarda al riordino delle agevolazioni fiscali e al bonus degli 80 euro ma anche a un provvedimento per la pace fiscale.

Per quanto riguarda le pensioni d’oro invece il provvedimento che dovrebbe ridurre quelle non supportate dai contributi dovrebbe essere soprattutto un segnale più che una misura da entrate consistenti. Tagliando quelle oltre i 5.000 euro netti si risparmierebbero, secondo le stime sulla proposta appena presentata sul ricalcolo attuariale, circa 200 milioni. Ma resta la spada di Damocle dei ricorsi.

Da quanto si apprende in queste ultime ore, l’obolo dovrebbe essere dimezzato per chi ha la casa di proprietà. Sembra anche che i centri per l’impiego non sappiano definire i beneficiari dell’assegno. I pentastellati si stanno giocando tutto con questa misura che rischia di trasformarsi in un flop, ma per non scontentare gli elettori, vanno avanti senza valutare a fondo i rischi di tale operazione per i conti dello Stato.

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