di Massimiliano Scarabeo
In questo periodo in cui richiamiamo alla memoria i Martiri italiani delle stragi titine del settembre – ottobre 1943 in Istria, non possiamo non ricordare anche il grande sacrificio dell’Arma dei Carabinieri: furono oltre 250 i militari infoibati e soppressi in vario modo, in maggioranza appartenenti alla Legione territoriale di Trieste e in servizio nei battaglioni mobilitati in tutta la Venezia Giulia e in Dalmazia, i quali resistettero coscienti che sarebbero stati travolti dall’inarrestabile progredire delle forze avversarie che avrebbero eliminato – come si temeva – ogni baluardo a difesa della popolazione italiana per poterla affliggere con ogni vessazione possibile.
I 250 nomi e le loro storie, tante, diverse, commoventi, eroiche e patriottiche, dimostrarono l’impegnò strenuo dell’Arma nella difesa delle popolazioni giuliano-dalmate ed ebbero come meritata conseguenza, nel 2009, la concessione della Medaglia d’Oro al Merito Civile alla Bandiera dell’Arma.
Il primo Carabiniere a cadere fu, il 9 settembre 1943, il Maresciallo Sebastiano Costanzo, comandante della stazione di Comeno (oggi in Slovenia, a pochi chilometri di Trieste). Sposato e residente da molto tempo in quel centro con la propria famiglia, fu catturato dai partigiani titini, anche perché particolarmente ligio al dovere e fiero difensore dell’italianità. Subito legato e portato in giro per il paese affinché fosse ingiuriato dal pubblico, fu quindi rinchiuso in carcere e sottoposto a torture davanti alla sua stessa famiglia, quindi finito con tre colpi di pistola alla nuca. Dopo alcuni giorni, il cadavere venne gettato nella vicina, omonima foiba.
Un preghiera per tutti loro!
Articolo precedenteMeteo: previsioni del tempo per il giorno 13/10/2021
Articolo successivoGiovedì 14 ottobre evento di presentazione al Museo dei Misteri della guida turistica della città di Campobasso, “La città dei Misteri”