In questo particolare periodo storico la politica tutta dovrebbe essere concentrata su come mettere i cittadini nelle condizioni di poter affrontare i mesi di pandemia.

Il Molise è la regione italiana con il più elevato Rt (a 1,48) è il Molise come pubblicato anche dalla stampa nazionale. Ci sono problemi di ricoveri in ospedale per i pazienti Covid, ci sono problemi legati alla assenza di personale medico e infermieristico per il Covid. C’è il problema che il centro Covid del Molise è l’ospedale Cardarelli di Campobasso che è anche l’unico ospedale molisano per le patologie tempo dipendenti.

In questa situazione di collasso totale del sistema economico, sanitario ma anche sociale dell’intera regione, sabato pomeriggio è stata indetta la riunione di maggioranza. Da remoto per evitare assembramenti.

Gli assessori Vincenzo Niro (Popolari per l’Italia) e Quintino Pallante (Fratelli d’Italia), secondo i rumors che circolano negli ambienti dei bene informati, si sono fatti portavoce dell’unico tema della riunione: come mettere all’angolo il nuovo ingresso nel partito di Giorgia Meloni, Michele Iorio.

Finisce nel mirino anche l’altro neo ingresso del partito di Fratelli d’Italia: Aida Romagnuolo colpevole, insieme ad Armandino D’Egidio di Forza Italia, di aver preferito eleggere presidente della Seconda Commissione Consiliare Michele Iorio al posto di Andrea Di Lucente che è anche presidente della Prima Commissione.

Fallito il piano A, non andato in porto il piano B, “c’è il piano C” avrebbe sostenuto Quintino Pallante, assessore regionale proprio dello stesso partito di Aida Romagnuolo e Iorio.

E quale sarebbe questo piano C?

Ridurre il numero delle commissioni consiliari accorpando le due commissioni guidate dai due esponenti di Fratelli d’Italia: Romagnuolo e Iorio. Attraverso l’approvazione del nuovo regolamento del Consiglio regionale e l’immediata applicazione. Insomma ripeterebbero l’applicazione retroattiva come già fatto con l’eliminazione dei consiglieri supplenti. Contando sull’apporto dei voti delle minoranze (Pd e 5Stelle) al motto del risparmio dei costi della politica, secondo l’idea degli ideatori del piano C.

Ma perché passi questa proposta occorre avere i numeri. Ma i numeri, al momento, non li hanno visto che D’Egidio si sente estromesso dai ruoli che contano: secondo eletto di Forza Italia, al consigliere regionale era stato promesso il ruolo da assessore nella seconda parte del governo ma che non è mai arrivato. Eppure il piano per riaccogliere il consenso di D’Egidio c’è: su tre commissioni, una presidenza andrà a lui, stavolta garantiscono Niro e Pallante e Toma.

Resta una domanda: quale sarà la posizione di Fratelli d’Italia che già con la riforma della legge elettorale immediatamente applicabile, sempre ideata da Quintino Pallante, ha visto oltremodo penalizzato il partito Di Giorgia Meloni con la cacciata del neo tesserato Scarabeo e il mancato ingresso del coordinatore regionale Filoteo Di Sandro?

Intanto, mentre la maggioranza è in queste faccende affaccendata, i presidenti delle Seconda e Quarta Commissione, Iorio e Cefaratti, sono alle prese con la commissione congiunta per occuparsi di sanità e lavoro ascoltando i sindacati, ossia le forze sociali che il presidente della regione non vuole ascoltare.

Già lo scorso venerdì la commissione congiunta ha ascoltato in audizione il sindacato USB che ha sollevato il problema contrattuale del personale che si occupa dei malati Covid evidenziando che i contratti a partita Iva di infermieri e OSS non sono corrispondenti alla normativa prevista dal decreto Cura Italia.

La commissione congiunta, che tornerà a riunirsi venerdì 18 dicembre ascoltando anche tutti i sindacati che hanno denunciato anche alla procura della Repubblica le criticità del sistema sanitario, sarebbe pronta a redigere un atto da portare in Consiglio regionale per chiedere a Toma, Giustini e Florenzano di adeguare tali contratti alla legge attraverso contratti di lavoro subordinato a tempo determinato.

Pare che il governatore Toma sarebbe pronto a far valere questo diritto anticipando l’arrivo in aula di questa risoluzione e non consentire a Michele Iorio di farsi, di nuovo, portavoce dei diritti dei lavoratori.

Red. pol.

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