Sulle piattaforme sociali continuano a scorrere memorie, immagini, ricordi e anche pensieri tratti dai suoi libri. A quasi un anno dall’inizio del viaggio verso l’infinito, la piccola città non ha dimenticato l’amore viscerale che un giovane filosofo ha saputo offrire senza risparmiare mai il suo inarrivabile talento. Come un cantico d’eterno, come promemoria di vita, sono apparse mesi fa parole di verità che hanno invitato a fermarsi, a riflettere, a ricordare.
La piccola città tappezzata coi suoi pensieri è stata un tuffo al cuore, un tuffo sceso dritto in profondità, fino a scandagliare le fenditure dell’anima.
L’amicizia degli amici, quella che ha amato e ricercato sempre, quella sincera, familiare e viva, continua a rendergli onore perché non si può scordare il bene e la luce fremente di vita che riverberava nei suoi occhi, dove si ricongiungevano le misure del tempo, quelle utili a scompaginare l’assoluto e a ricercare il meglio in tutto ciò che accade.
In una pagina di Lettere e disarmonia racconta al lettore così: “Tradito dai pensieri, che si sono affollati disordinatamente nella mia mente, ho lasciato l’astuccio sul sedile del treno. Ma non mi dà noia immaginare le mie matite colorate nello zaino di un ragazzo.”
È una suggestione questa, un suggerimento per tutti coloro che gli esprimono amicizia: l’astuccio dimenticato sul treno della vita sono i suoi libri e le matite colorate le sue parole, il suo diario minimale, l’opera di vita, il suo eclettico talento e lo smisurato entusiasmo che mostrava in ogni occasione, perché “la vita, quella vera, è l’audace composizione di occasioni nella trama incerta degli incontri.” Questa eredità preziosa non arresterà la corsa perché attraverso i cuori che l’hanno accolta troverà respiro la bellezza che lui ricercava in tutte le cose. Anche per questo l’idea di dedicargli un luogo pubblico nel cuore della piccola città ha trovato migliaia di sostenitori: le firme raccolte sono manifestazioni d’affetto che dimostrano quanto la sua bellezza abbia contaminato la volontà di agire di un’intera comunità.
“Un’epoca nuova che mal si presta ad una visione di insieme. Lo sguardo è incerto fra sospensioni ed evocazioni. Tutto pare ridursi a frammenti e incontri, che non sono altro che lettere che non bastano a se stesse. Barlumi di luminosità e coni d’ombra. Rimandano ad altro, altrove, per diventare quadro in una cornice di senso. L’armonia è un’aspirazione.” (Lettere e disarmonia)

A Francesco, cercatore di bellezza tra le fenditure del mondo. Nel migliore dei mondi possibili.

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