“Presentata, mercoledì 8 novembre, in Commissione Igiene e Sanità la relazione dell’indagine conoscitiva su inquinamento ambientale, tumori, malformazioni feto-neonatali ed epigenetica in “Terra dei Fuochi”, dichiara in una nota il senatore Lucio Romano, promotore e relatore dell’indagine.
“L’indagine si basa sulla imprescindibile necessità di tutelare il diritto fondamentale alla salute di vaste popolazioni esposte a inquinanti ambientali, smaltiti illecitamente e per lunghi anni in maniera criminale, ha rilevato dati allarmanti nelle zone interessate. La relazione è stata redatta basandosi sulle audizioni svolte e la più aggiornata letteratura scientifica”, dichiara il senatore Romano.
In particolare, nell’Asl 3 Napoli Sud il tasso di ‘incidenza oncologica’ (insieme di tutti i tumori maligni), nel confronto con Pool RT Sud Italia, è più alto con differenze statisticamente significative in entrambi i generi (nei maschi: +46%; nelle donne: +21%).
Anche nel territorio dell’Asl Caserta il tasso complessivo di ‘incidenza oncologica’, nel confronto con il Pool RT Sud Italia, è statisticamente superiore. Così come il tasso complessivo di ‘mortalità oncologica’. Inoltre, nella fascia di età 15-19 anni, si è registrato un eccesso di casi per i carcinomi della tiroide rispetto all’atteso, con un rischio elevato (+ 50%) e statisticamente significativo.
Situazione più complessa quella dell’infanzia: per nessuna delle classi di tumore maligno nella fascia di età 0-14 anni sono stati osservati scostamenti statisticamente significativi, ma è accertato in letteratura scientifica che l’esposizione prenatale a inquinanti chimici altera l’epigenoma embrio-fetale con potenziali conseguenze negative a carico dello sviluppo e manifestazione di malattie nell’infanzia, nel corso della vita e attraverso trasmissione transgenerazionale.
I dati dell’indagine confermano che la situazione in molte aree del Paese è preoccupante, specialmente nella c.d. “Terra dei Fuochi”. Ovviamente quanto riportato in Commissione Igiene e Sanità è un campanello d’allarme anche per il nostro Molise, dove il dibattito sull’inquinamento ambientale, soprattutto nella Piana di Venafro, è in corso da tempo e la popolazione aspetta ancora delle risposte certe sulla realtà dei fatti.
Si sono registrate vibranti manifestazioni di protesta per chiedere chiarezza su quanto stia realmente accadendo nella Piana venafrana. Vari fattori, ad avviso dei cittadini, starebbero causando enormi danni alla salute che non si possono né sottacere né minimizzare.
La relazione Presentata in Commissione non puo’ lasciarci indifferenti, il fatto che riguardi la Campania, non deve farci tirare un sospiro di sollievo, perché si parla si zone che sono vicinissime alla nostra regione. In virtù’ di questi dati è doveroso alzare la soglia di attenzione in Molise e rimanere vigili mettendo in campo tutte le azioni necessarie per tutelare la salute dei cittadini.
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