Il caso dei pozzi di Cercemaggiore, con la congiunta azione di verifica relativa a cosa sia stato effettivamente sversato nelle vasche e nei siti intorno ai quali si registrano picchi anomali di radioattività superiore fino a 10 volte a quella del fondo naturale, è anche all’attenzione – come è noto – del Ministero dell’Ambiente.
In questo percorso, i Comuni di Cercemaggiore, Riccia, Santa Croce del Sannio (BN) e Castelpagano (BN) hanno deliberato di avviare la class action tesa al chiarimento definitivo dell’intera vicenda e delle eventuali responsabilità collegate all’inquinamento che oggi è certificato dalle analisi dell’Arpa Molise.
L’obiettivo di queste azioni sinergiche, come è evidente, è uno solo: dare risposte a chi vive in quei territori. Abbiamo tutti il dovere di fornire motivazioni serie, rigorose e scientifiche ai troppi decessi che si sono registrati in passato e che ancora oggi distruggono vite, famiglie, affetti.
Un “percorso verità”, quello avviato dai Comuni, che mi vedrà sempre partecipe, in maniera attiva, propositiva e collaborativa: dobbiamo avere certezze sulle quali poter avviare politiche incisive, che salvaguardino la salute dei nostri cittadini e che diano risposte agli interrogativi per troppo tempo rimasti senza alcuna risposta.































