di Tonino Atella
Hanno colpito la nuova veste della Madonna Addolorata, gli addobbi del Cristo Morto e le mantelle dei portatori dei simulacri sacri, tutto assolutamente nero
Tanta partecipazione popolare, precisi messaggi di pace e concordia tra le genti e profonda intensità emotiva. Così in sintesi per dire della solenne processione del Venerdì Santo a Venafro, partita dalla Cappella di San Pasquale all’Ospedale Ss Rosario e rientrata nella stessa struttura medico/sanitaria dopo aver percorso la parte centro/orientale della Venafro antica, con rituale sosta in piazza Garibaldi dinanzi alla Chiesa di San Sebastiano per ascoltare l’omelia di Mons. Cibotti, Vescovo d’Isernia/Venafro, che ha sottolineato i momenti difficili che l’umanità sta vivendo e che solo la preghiera e la concordia tra le genti possono finalmente risolvere in via definitiva, riportando pace e serenità.Presenti gli scout del Venafro 4 dell’Agesci, i rappresentanti istituzionali, le forze militari e tantissimo popolo, il corteo ha percorso in preghiera strade e piazze cittadine con molti venafrani al seguito e numerosi altri ai lati delle arterie ad attendere il transito del rito in composto silenzio. Nella circostanza ammirati da tutti la nuova veste della Madonna Addolorata, gli addobbi del Cristo sul letto di morte e le mantelle dei portatori dei simulacri sacri, tutto assolutamente nero a conferire ulteriore intensità e significati particolari ad un rito già tanto sentito e partecipato.






























