di Pietro Tonti

Isernia – la vicenda del momento legata ai 10 dissidenti della maggioranza consiliare e il ritiro delle deleghe da parte del Sindaco è una brutta gatta da pelare, una sorta di vicolo cieco, di preludio allo scacco matto in una ipotetica scacchiera, dove tutte le pedine avversarie sono posizionate ed ogni mossa provoca la perdita della partita.

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Come uscirne in una maniera indolore?

Brasiello tenterà di dare delle risposte nelle prossime ore, nei prossimi giorni. La posizione più difficile comunque non è quella del primo cittadino, ma quella dei dissidenti.

Infatti questo match a scacchi si gioca proprio tra dissidenti e Sindaco e ad avere sul quadrato la partita in pugno già vinta è proprio lui: il primo cittadino.

Nell’ipotesi in cui Brasiello scegliesse di non riconfermare la vecchia giunta, si scoprirebbero dei giochi meschini e arrivisti da parte dei consiglieri ammutinati, che all’ombra del buonismo, ricercando gli strumenti di partecipazione democratica per la cittadinanza, rivelerebbero interessi particolareggiati nei ruoli e smentirebbero se stessi,  e  l’affermazione contenuta nel documento firmato dai 10 nel giorno dell’abbandono dell’aula risulterebbe falsa: “la critica non è dovuta a disinteresse verso temi evidentemente importanti né tanto meno alla rivendicazione di ruoli o incarichi politici in giunta o altrove”. In questo caso accettando incarichi dimostrerebbero di aver voluto pretendere e sarebbero sbugiardati dalla cittadinanza, dal loro elettorato e dall’opposizione consiliare.

Nel caso in cui il Sindaco scegliesse di riconfermare i personaggi della giunta com’era prima del ritiro delle deleghe, senza cambiamenti di rotta e sostituzioni, rimarrebbe solo una scelta per i 10 da intraprendere, quella delle dimissioni per coerenza, altrimenti il loro dissenso dimostrerebbe solo ed esclusivamente pilotaggi esterni, non sul merito dell’attività amministrativa del sindaco e della giunta azzerata, ma sul tentativo di far fuori Brasiello da fazioni avverse all’interno del  Partito Democratico, che confermerebbe le accuse di Brasiello nei confronti della segretaria regionale Fanelli.

Solo con le dimissioni definitive dei 10 consiglieri  si aprirebbe una crisi reale che porterebbe la partita in perdita per tutte le pedine in campo.

Comunque vada, nonostante il tentativo di alcuni dei 10 firmatari di svincolarsi con comunicati stampa da critiche e posizioni politiche, sottolineando il loro gesto, solo ed esclusivamente voluto per il bene della collettività, forse non sono consapevoli che oramai sono legati al filo doppio del dissenso nei confronti del primo cittadino, qualunque gesto o posizione è tardiva e non eviterà di condurli verso le loro responsabilità, in seguito alle scelte che farà il sindaco.

 

 

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