La saga degli ammutinati del Bounty, i dieci consiglieri di maggioranza al comune di Isernia, è stata archiviata e passerà alla storia come atto inutile e propedeutico al nulla. Una presa della Bastiglia fermata all’ingresso del carcere, con ghigliottine senza lama e tricolori sbiaditi della presunta rivoluzione.
Più che consiglieri comunali all’ultima riunione dell’assise, civica apparivano prigionieri di se stessi, accucciati nei loro banchi come cagnolini bastonati in attesa di una razione di sbobba.
Un silenzio tombale, mentre, nonostante le aspettative della minoranza e di alcuni consiglieri di maggioranza di mandare a casa il primo cittadino, considerato al pari di Nerone – un incendiario dei principali problemi della city – si sono tutti dovuti tirare più che un pizzico, una vera martellata sui denti e rientrare alla gogna come ex ammutinati, costretti nella stiva del comune in attesa di giudizio.
L’unica vera occasione di farsi valere dei 10, non ha fatto altro che rafforzare la personalità, le ragioni e le conoscenze amministrative del sindaco Brasiello, che nelle ultime settimane ha avuto il tempo di apprendere i rudimenti dell’amministrare da altri sindaci, per cercare di uscire dalla crisi ed affrontare con dignità l’emergenza.
Abbiamo visto un Brasiello nuovo, nell’ultimo consiglio comunale, rigenerato, forte del suo potere e minaccioso nell’eseguirlo. A momenti faceva schioccare la frusta sui consiglieri di maggioranza a testa china, ed il messaggio è stato chiaro: se volete andate a casa, vi seguo e vi assumete le responsabilità delle vostre gesta con i cittadini.
Le giuste recriminazioni della minoranza che poco possono nel contesto dei numeri, non sono mancate.
Se vi era, da parte dei 10, l’intento di strappare qualche ruolo importante, una o due deleghe per i maggiori personaggi che alle elezioni avevano ottenuto per i rispettivi partiti più consensi, l’aspettativa è stata delusa. Se vi era l’intento dei protestanti , di ricomporre una giunta diversa dalla precedente, per presunti demeriti degli assessori, sono stati turlupinati e non hanno agito minimamente, con la classica codina racchiusa tra le gambe sono rientrati nei ranghi.
Brasiello ha tolto solo una insignificante delega ai singoli assessori per farla propria, ravvedendola come contentino, a quell’inutile richiesta degli ammutinati, di diminuire gli incarichi alla giunta. Brasiello ha così distribuito una sorta di caramella imboccata alla scimmietta, dopo un’esibizione circense.
Quanti e quali errori di valutazione sono stai commessi, con la prima, seconda e terza missiva diktat al sindaco?
Ne siamo tutti a conoscenza e preferiamo stendere un velo pietoso sulla vicenda.
Ci sono solo due errori che si possono fare nel cammino verso il vero: non andare fino in fondo e non iniziare. Buddha
Forse in questa frase sono racchiuse le ragioni. Chi ha intrapreso l’iniziativa della protesta non ci credeva fino in fondo, e avrebbe fatto meglio a non iniziarla.
Quando si inizia una battaglia bisogna portarla a compimento, rischio magre figuracce e come nel caso isernino, perdita di credibilità e forse di futuri consensi.
Pietro Tonti































