Che il presidente della Provincia di Isernia faccia campagna elettorale per il referendum del 4 dicembre è legittimo. Lorenzo Coia fa parte di quell’area del PD che voterà ‘Si’ e da buon militante si muove sul territorio per promuovere la riforma Renzi-Boschi-Verdini. Nessuno gli contesta di fare campagna elettorale, ma va ricordato che i problemi del territorio e dei cittadini sono tanti e non possono essere congelati fino al 4 dicembre. Su Facebook Marco Amendola, anch’egli esponente del PD, ha pungolato Coia ponendogli delle domanda a cui garbatamente il presidente dell’Ente di via Berta non ha risposto.

Amendola gli ha chiesto cosa pensasse della mancata riduzione dei costi della politica promessa da Frattura; del silenzio in merito ad esponenti della sua maggioranza artefici della caduta del Comune di Isernia e di conseguenza della Provincia; in ultimo gli ha chiesto di dare risposte sui cantonieri senza lavoro, sulla sicurezza delle scuole, sulla viabilità e sulle aziende in crisi. Coia ha risposto ad Amendola con un post telegrafico: “Io rispondo a tutto quando è il momento. Adesso è tempo di referendum”.

Poi ovviamente sarà tempo di rinnovo del Consiglio provinciale, a gennaio è previsto il voto, e nel frattempo andiamo incontro al Natale, a questo punto è lecito chiedersi quando si comincerà a parlare dei problemi che interessano i lavoratori, le scuole, la viabilità, le aziende e così via. Questa non la si puo’ definire una buona politica. Peccato che ai cittadini hanno tolto anche il diritto al voto per cui non possono nemmeno esprime il loro dissenso nelle urne.

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