Isernia. Rimandato il Consiglio comunale a data da destinarsi, mentre lo spettro di una crisi aleggia sulla maggioranza e parrebbe mettere in discussione la tenuta del governo Brasiello. Il Bilancio consuntivo dello scorso anno sul quale la Prefettura pentra aveva inviato una diffida al comune per chiederne l’approvazione in tempi brevi è il nodo focale da sciogliere. Bisogna votare il Bilancio nei termini stabiliti altrimenti potrebbe scattare il commissariamento dell’ente.

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Situazione esasperante, ma controllabile attraverso una richiesta di proroga dei tempi alla prefettura, ma la questione preoccupante, “fino ad un certo punto” è quella politica, dei rospetti ingoiati da diversi membri della maggioranza PD che dal primo ammutinamento ad oggi, non vedono cambiate le cose a palazzo San Francesco, tutto è rimasto piatto e il sindaco pur parlando di deleghe ha concesso poco. L’assenza di 6 consiglieri di maggioranza nella riunione consiliare di ieri è una lettura da interpretare con un’ampia intolleranza all’interno del PD o di una nuova richiesta di ascolto. Sappiamo che il bilancio è un passo obbligato e fondamentale per il proseguo dell’amministrazione, ed è su questo che dalle voci di corridoio diffuse da qualche settimana, poteva rivelarsi un valido punto da imboscata politica per dettare ancora una volta l’aut- aut al sindaco. L’assenza di Di Baggio, Bontempo, Scarabeo, Monaco, Cutone e Di Placido nell’assise civica di ieri ha determinato, la mancanza del numero legale con soli 14 consiglieri di maggioranza e 11 di opposizione, si è dato corso alla validità dell’assemblea, ma giungendo al primo argomento all’ordine del giorno, gli esponenti del centro destra sono usciti dall’aula facendo venir meno il numero legale e costringendo l’amministrazione a non poter rinviare l’assise in  seconda convocazione, prevista per oggi alle ore 15:30. Poco male, sarà riconvocata una riunione civica nei termini di legge, al più presto, lasciando al sindaco più tempo e la possibilità di chiarire con i suoi “pseudo” dissidenti le questioni sospese al fine di far rientrare la crisi. Brasiello si è dichiarato fiducioso e come non comprenderlo “cui prodest” in questo momento tornare alle urne?

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