“Dopo la nostra comunicazione di ieri mattina, penso sia doveroso un ulteriore chiarimento sulla nostra scelta per quanto riguarda la panchina dell’Isernia F.C. – dice Piero Biscotti – soprattutto ai tifosi che penso gradirebbero maggiori particolari sul perché di alcune scelte. Quest’anno abbiamo deciso di essere quanto più chiari e trasparenti possibile in tutte le situazioni e per questo vogliamo esserlo anche in questa, prima che voci o comunicati avvelenino un ambiente che in questo momento ha bisogno di assoluta tranquillità per vedere nascere il progetto che abbiamo in mente”.
“La nostra idea – continua Biscotti – è quella di una società che abbia basi solide, che sia costruita su basi razionali e soprattutto che non sia una scommessa, perché in questo momento abbiamo bisogno di certezze per costruire qualcosa di duraturo. Fabio Di Rienzo per l’Isernia F.C. avrebbe rappresentato un’allettante scommessa, perché è un giovane dinamico e preparato, oltre ad essere un rappresentante della nostra comunità. Ma noi al momento non possiamo fare scommesse, perché stiamo investendo economicamente in maniera importante su un progetto serio e dobbiamo cercare gli approdi più sicuri per far sì che questo investimento non vada perduto.
Per questo ci siamo orientati su una figura di tecnico dall’esperienza decennale nelle categorie superiori che possa fungere da guida per tutto l’ambiente, anche per noi che saremo al primo vero anno di Serie D, non contando quello di due anni fa che ci ha visti retrocedere. Inoltre è giusto che si sappia che a Fabio Di Rienzo, per il giusto riconoscimento del suo lavoro, è stato proposto da me in prima persona il ruolo di secondo allenatore al fianco di una figura esperta e preparata che gli avrebbe consentito di fare esperienza e rimanere nella nostra famiglia, magari dando anche a noi la possibilità di avere in futuro un allenatore del posto già pronto per la categoria che vogliamo conservare.
Di Rienzo invece ci ha detto di non voler fare il secondo, sentendosi già pronto per ricoprire il ruolo di primo allenatore e ci siamo congedati in questa maniera, con grosso dispiacere anche da parte nostra, ma con la consapevolezza di aver fatto la scelta giusta, con la ragione e non con il cuore, perché quest’ultimo ci avrebbe portato a riconfermarlo portando con sé troppe incognite. Siamo stati noi i primi ad offrire a Fabio l’opportunità di confrontarsi con qualcosa di importante quando ancora era un allenatore delle giovanili.
Lui ha fatto tanto per noi, ma penso che anche noi abbiamo fatto tanto per lui, dandogli fiducia e affidandogli una squadra nel campionato di Eccellenza. E’ giusto ricordare che i sacrifici non li fa solo l’allenatore o i giocatori, ma li facciamo tutti, a partire da noi dirigenti che lavoriamo giorno e notte per garantire la solidità economica alla squadra e per offrire qualcosa di importante ai tifosi, che devono essere vicini a noi a prescindere da chi vesta la maglia o sieda in panchina”.






























