di Pietro Tonti
A 48 ore dalla fine dell’esperienza amministrativa della città di Isernia per il sindaco Brasiello e il suo esecutivo, non si placano le polemiche e le accuse dirette nell’una e nell’altra direzione, tra dissidenti ed ex primo cittadino, tra Assessori e delusi dal modus operandi della giunta.
A prescindere da tali giustificabili dialettiche contrapposizioni, dopo un lungo periodo di commissariamento, presumibilmente a maggio 2016, i cittadini pentri saranno richiamati alle urne. Già si parla di elezioni e possibili candidati alla massima poltrona.
Le premesse di chi nella prima ora, vorrebbe escludere i partiti dalle scelte amministrative future, si riveleranno infauste e difficilmente troveranno i favori dell’elettorato, in quanto il sistema dei partiti rappresenta ancora un riferimento stabile per chi vota. Senza i partiti collegati ai livelli diversi di rappresentanza non sarà possibile eleggere un sindaco, vincere le elezioni ed amministrare in seguito.
In un ipotetico sviluppo degli accordi in campo oltre alle iniziative solite di qualche temerario scollegato dalla politica, vi saranno i tre partiti o movimenti in campo che dovranno contendersi l’onere gravoso di amministrare Isernia nel periodo peggiore della sua storia.
Per chiunque vincerà questa battaglia, si tratterà di ereditare debiti e fare i conti con una crisi senza precedenti che ha indebolito il tessuto sociale, acutizzato dalla mancanza di lavoro.
Tre dicevamo, i probabili schieramenti che contano.
Il centro sinistra, con i partiti della coalizione PD capofila, Sel e Socialisti in campo, alla ricerca di un personaggio che possa evitare gli errori dell’amministrazione uscente e sappia dialogare con tutti, evitando posizioni contrastanti, in sintesi, sia leader per governare. In questo contesto chi potrebbe essere scelto? Difficile fare pronostici nel PD e nella coalizione, ma azzardiamo delle ipotesi.
Maria Teresa D’Achille si aspetterebbe una candidatura dopo anni di gavetta. Per anni consigliere di opposizione, poi Assessore e Vicesindaco uscente, ma anche Franco Capone, con navigata esperienza amministrativa potrebbe mirare alla guida della città. Lo stesso Luciano Sposato, figura oramai storica della sinistra pentra, potrebbe aspirare al ruolo di primo cittadino. Si potrebbe optare anche per una scelta totalmente diversa, largo a giovani anche senza esperienza politica, ma con entusiasmo da vendere e voglia di fare. Naturalmente, il personaggio candidabile dovrà rispecchiare le idee e le pretese di una sinistra e di una cittadina snob, dovrà essere medico o avvocato, o aver rivestito ruoli di spicco nella pubblica amministrazione, altrimenti non sarà degno di amministrare. Anche se un capocantiere o un operaio potrebbero essere sicuramente più in grado di rappresentare il paesello e le esigenze pratiche della comunità, con la possibilità di vincere la competizione, rispetto a personaggi, eventualmente scelti in base a nepotismi ed eredità familiari, non avendo dimostrato mai di saper lavorare, avendo avuto vita facile a sacrifici zero.
Stessa cosa, anzi, molto più complessa la questione nel centro destra. Vi sono personaggi che scalpitano e vorrebbero finalmente passare alla storia con lo scettro del comando e della massima poltrona, sicuri oramai che il centro destra, dopo la pessima esperienza della sinistra, amministrerà la città per i prossimi anni.
Giovanni Fantozzi vorrebbe lasciare il segno dopo anni di militanza e mai candidato sindaco, Stefano Testa o il Padre Domenico, già sindaco nel passato, potrebbero aspirare alla candidatura, ma non metterebbero ordine nella coalizione, dove Patriciello non starebbe alla finestra a guardare il da farsi, porrebbe delle condizioni e, siamo certi, imporrebbe un suo personaggio. Il generale D’Appollonio difficilmente verrebbe ricandidato, normalmente chi ha perso una competizione in politica non è più ricandidabile per lo stesso ruolo.
In questo caso, quale potrebbe essere la soluzione?
La scesa in campo quale candidato sindaco dell’inossicabile Michele Iorio, navigato ed esperto amministratore, riconosciuto premier assoluto del centro destra regionale ed unico in grado di dialogare con F.I. e Aldo Patriciello. In questo caso, tutti i personaggi con aspirazioni, diventano mezze figure rispetto all’ancora leader maximo e metterebbe tutti d’accordo. Potrebbe essere l’occasione per Iorio di avere delle chance per riconquistare in futuro la presidenza regionale, ripartendo dalla base. Infatti, si reputa ancora giovane per appendere l’esperienza politica e amministrativa ad un chiodo. In una recente intervista affermò: Berlusconi è molto più vecchio di me! Capiamo che i malpensanti diranno: è un ritorno al passato, l’antitesi del nuovo che avanza, ma se il nuovo non è in grado – come ben dimostrato – ben venga chi sa fare il proprio lavoro e potrebbe riportare Isernia a quel grado di rappresentatività regionale, oramai definitivamente perso.
E il Movimento 5 Stelle? Chissà se questa volta riuscirà nell’intento di realizzare una lista e piazzare addirittura un sindaco? Sarebbe una vittoria moltiplicata per 1.000 rispetto a quelle che il movimento ha avuto nelle città del nord, data la conta dei voti su Isernia, legata ai personaggi di sempre portatori di consensi, di promesse e di vecchi posti fissi, negli schieramenti contrapposti. Vi sono delle possibilità anche in questa direzione, con molte variabili dettate dalla scelta del candidato e da un termometro al momento ancora non in grado di misurare le aspettative dei cittadini.
Quanto sono delusi gli isernini dalla politica di sempre? E’ questa la domanda a cui non vi sono ancora risposte in percentuale, ma sommando il popolo in crescita degli astensionisti, agli scontenti, vi potrebbero essere delle sorprese sconvolgenti.





























