Questa mattina, giovedì 8 marzo, gli ex lavoratori Ittierre erano sotto il palazzo Inps di Isernia per protestare e per chiedere direttamente al dirigente in carica come supporta la sua decisione di non pagare a fronte di trance già pagate!

Insieme agli ex lavoratori era presente anche Emilio Izzo che ha rilasciato una breve intervista per fare un po’ di chiarezza sulla questione.

Si parla di mobilità in deroga per gli ex lavoratori Ittierre, ma questi fondi ci sono o non ci sono?

“I fondi ci sono sempre stati. Il problema è che non ci sono le responsabilità e qui in Italia nessuno paga perché non si assume le proprie responsabilità. Tutti continuano a rimanere al loro posto e a non dare risposte. Quali risposte aspettiamo noi? Se sono stati pagati fino a dicembre, significa che la mobilità in deroga gli spettava, e quindi non si capisce come ci si possa fermare adesso a gennaio. Per cui o li hanno pagati senza le autorizzazioni precedenti o li hanno pagati perché i fondi c’erano e allora devono continuare a pagarli. Ci vuole una nuova documentazione? La Regione dice che li ha inviati, l’Inps non riesce a capire se sono arrivati o meno perché ci sarebbero degli intoppi a riguardo. Questo 8 marzo lo faremo ricordare, perché questi lavoratori sono senza lavoro da tempo e devono tirare avanti con delle miserie. Dai nuovi eletti ci aspettiamo un impegno sul lavoro più che sull’assistenza. Perché noi crediamo che si possa tornare a casa solo con la dignità del lavoro, e non con l’assistenza. E per questa ragione non ci fermeremo mai!”

Perché si è arrivati a questo stallo? Perché materialmente questi lavoratori non hanno i soldi in tasca?

“Non hanno i soldi in tasca perché la Regione dice che la documentazione è stata inviata un paio di anni fa ed era quella che doveva garantire per due anni ai lavoratori questa deroga, ed effettivamente, li hanno pagati fino a dicembre. Adesso dal Ministero non è chiaro cosa dicono su questa documentazione. Unica certezza e che non li pagano più. La Regione ha detto che farà un ulteriore passo per la documentazione, e pare che l’abbiano fatto, anche se si sono persi venti giorni per farlo. Però qualche fibrillazione c’è, perché dall’Inps mi giungono notizie a conferma che c’è un po’ di maretta e non tutto ha funzionata come avrebbe dovuto. Però mentre gli altri si distraggono, oppure giocano, perché oggi si gioca anche sul computer, ci sono lavoratori che non riescono ad avere un euro. Questo non è accettabile in uno stato civile”.

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