Si fa sempre più complicata la gestione della crisi a Palazzo San Francesco. Il sindaco Brasiello ha ricevuto una sorta di out – out dai dissidenti della sua maggioranza, velato da termini utopistici al momento quali: condivisione, coinvolgimento, partecipazione programmazione, discontinuità.
Si legge tra le righe retoriche nel secondo documento prodotto dai 10: “la Giunta deve essere cambiata, con essa le deleghe assessorili rivolte in direzioni diverse dai precedenti personaggi che le rivestivano. Non siamo soddisfatti della squadra di governo e quindi anche se il sindaco volesse solo variare gli incarichi, pur facendo restare gli stessi personaggi, non saremmo comunque soddisfatti e si ritornerebbe alle urne”.
I numeri sono dalla parte degli irriducibili protestanti. Basterebbero solo 6 consiglieri di maggioranza con gli 11 di minoranza a mandare a casa il Sindaco e a richiamare i cittadini alle urne. 17 consiglieri in tutto per decretare la fine del governo Brasiello, ma sono 10 i consiglieri e anche se un paio volessero rientrare nei ranghi, il numero sarebbe comunque insufficiente per continuare ad amministrare la città.
Un vero e proprio ricatto morale e reale sul primo cittadino, che in queste ore, presumibilmente sta tentando di chiedere supporti alla politica.
Come andrà a finire questa bagarre esasperata negli animi e con poche vie d’uscita?
Nel prossimo fine settimana sono riposte le sorti dell’amministrazione Brasiello.
Le scelte sono due per il sindaco. La prima è l’accettare il ricatto, quello di esonerare gli ex assessori e nominarne di nuovi tra i consiglieri dimissionari.
La seconda è quella, forse più in linea con il pensiero di molti: le dimissioni e nuove elezioni
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