di Christian Ciarlante

Nessuna ripresa per il commercio tradizionale, gli acquisti nei negozi sono fermi al palo. Il 2019 non è iniziato nel migliore dei modi per le attività commerciali isernine che lottano ogni giorno, tra mille difficoltà, per non chiudere. Ad accusare il colpo sono soprattutto i piccoli esercizi, il cuore pulsante del centro cittadino. C’è chi punta il dito contro le vendite on-line, ma ad analizzare bene i dati economici si scopre che le famiglie sono più interessate a risparmiare che a spendere.

C’è ancora troppa incertezza per il futuro e l’ottimismo sembra essere tramontato definitivamente. Il Natale non ha aiutato e, a quanto pare, neanche i saldi fungono più da ‘ancora’ di salvataggio. Basta passeggiare lungo le vie principali della città per rendersi conto della situazione. Nella maggior parte dei negozi non si vedono clienti pronti a fare acquisti, al più si entra, si da un’occhiata e poi si va via a mani vuote. Manca ormai anche la fiducia, prima un negozio in vendita era un’occasione per un nuovo investitore, ora non è più così. “La ripresa? Di sicuro non riguarda questo territorio e non interessa le nostre attività economiche che stanno continuando a soffrire.

Anche i negozi storici, che non hanno mai avuto problemi stanno vivendo una fase molto delicata. Ci si indebita pur di non chiudere, schiacciati dal peso delle tasse, degli affitti e dalla burocrazia asfissiante. Dispiace dirlo, ma Isernia non ha ancora nemmeno intravisto la luce in fondo al ‘tunnel’. Fare impresa è, dunque, sempre più difficile, per cui, sempre più spesso, vedremo molti imprenditori arrendersi. Nel capoluogo pentro è in corso una vera e propria emergenza economica che richiede misure eccezionali per riuscire a superare la crisi. Se non si legifera nella giusta direzione, sostenendo le classi produttive in difficoltà, in particolare i comparti artigiani, commerciali e agricoli, si rischia davvero di imboccare una strada senza via d’uscita.

Resistere in queste condizioni oggi equivale a combattere contro i mulini a vento. C’è chi ancora non vuole gettare la spugna, ma vivere e lavorare in una realtà come la nostra, diventa ogni giorno più complicato. In una città che si spopola anno dopo anno, dove non ci sono più aziende che producono un minimo di ricchezza e lavoro, come può mai riprendere a girare l’economia? Il fallimento dell’Ittierre, per Isernia, ha rappresentato una vera è propria catastrofe. La chiusura dell’azienda tessile isernina ed il licenziamento di tanti lavoratori, ha sottratto ipoteticamente, dal circuito economico, qualcosa come 3-400mila euro al mese che prima venivano spesi nelle diverse attività del capoluogo.

Oggi, tra precariato, mancanza di lavoro e politiche che hanno penalizzato tutta la provincia di Isernia, c’è poco da stare allegri. I risparmi degli isernini che sono già da anni in difficoltà si sono assottigliati ancora. E, il risultato, è che le famiglie, per risparmiare o perché non possono permetterselo, hanno iniziato a rivedere la spesa, tagliando in maniera drastica alcune ‘voci’ presenti prima nel budget familiare. Non è con il reddito di cittadinanza (ancora in alto mare) o con il rientro dei pensionati emigrati all’estero (grazie alle agevolazioni fiscali) che si supererà la crisi e si aiuterà il commercio pentro a rifiorire.

Citando Jacques Attali: “Un giorno o l’altro questa crisi si concluderà, come tutte le altre, lasciando dietro di sé innumerevoli vittime e qualche raro vincitore. Ma ciascuno di noi potrebbe anche uscirne in uno stato di gran lunga migliore di quello con cui ci siamo entrati. Questo a patto di comprenderne la logica e il percorso, di servirsi delle nuove conoscenze accumulate in vari settori, di contare soltanto su se stessi, di prendersi sul serio, di diventare attori del proprio destino e di adottare audaci strategie di sopravvivenza personale”.

Articolo precedenteRuba un’auto a Riccia, denunciato dai Carabinieri un 24enne di Foggia
Articolo successivoSgominata dai Carabinieri di Terni una banda dedita alle truffe agli anziani: Coinvolto anche il Molise