di Redazione

L’ex consigliere non poteva esprimere la sua preferenza su un provvedimento che lo riguardava.

Claudio Falcione, ex consigliere comunale della lista del sindaco Castrataro, non poteva votare il provvedimento che sanciva la sua incompatibilità con la carica di consigliere comunale.

Lo afferma un parere dell’Ufficio di Governo, sulla corretta interpretazione del comma 2 dell’articolo 78 del Tuel, chiesto per chiarire se Falcione poteva o meno votare la deliberazione che lo riguardava direttamente.

Il suo voto fu infatti determinante, provocando la bocciatura dell’incompatibilità. Lo scorso 21 settembre, con 15 voti a favore, 15 contrari e un astenuto la proposta relativa alla contestazione della causa di incompatibilità sottoposta all’esame del Consiglio non è passata. A salvare Falcione fu proprio il suo voto. Voto che, stando alla prefettura, non poteva essere dato.

A questo punto è scontato che ci sarà l’annullamento in autotutela della delibera del Consiglio comunale e la richiesta di una nuova votazione.

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