Se entro il 18 giugno non si chiuderà la partita andiamo via. Questo il diktat del presidente di Ikf Mario Galetti. Il fondo di investimento meneghino non ha intenzione di attendere oltre questa data per chiudere la procedura concorsuale, comunicando l’intenzione di rilanciare l’offerta per l’acquisizione di Ittierre. Vi sarebbe l’intenzione di lasciare il magazzino e due terzi dei macchinari alla procedura concorsuale, oltre alla disponibilità di lasciare anche la sede di Pettoranello per consentire di avere la cifra utile a chiudere la partita.

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Ma non è tutto, Ikf rilancia con denaro sonante facendo lievitare l’offerta di acquisto a 950 mila euro, 200 mila euro in più rispetto alla precedente. Nonostante queste buone intenzioni trapelano comunque delle perplessità dagli addetti ai lavori, che ci auguriamo non siano confermate dai fatti. La struttura commissariale del tribunale secondo alcuni, potrebbe porre scarso impegno a risolvere celermente la procedura con lo scopo di sfruttare più a lungo la situazione economica a loro concessa, più tempo passa e più i membri impegnati nella struttura commissariale fanno cassa. Insomma un’illazione che tutti si augurano non sia affatto confermata, sarebbe una situazione parossistica che sfocerebbe in interessucoli all’italiana, mentre c’è il bisogno concreto di risanare un comparto che ha messo sul lastrico centinaia di famiglie.

Confidando che queste perplessità non siano confermate, e vi sia buona fede e solerzia dei commissari, che possano accogliere le richieste della Ikf  nei termini perentori del 18 giugno prossimo venturo. Un’opportunità che farsi sfuggire risulterebbe delittuoso e aprirebbe la porta all’unica soluzione possibile: il fallimento.

 

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