Il polo tessile di Pettoranello gode di ottima attrattiva, pronte sul piatto tre offerte per subentrare alla Oti (Officine Tessili Italiane) in seguito alla decisione di Antonio Rosati di cedere.  Ad alternare gli scetticismi che inducevano a pensare che fosse tutto oramai irrecuperabile, giungono al contrario sostanziali positività dettate dagli interessi di diversi gruppi imprenditoriali, seguite da fondi di investimenti pronte a subentrare all’acquisto.

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Un lavoro sicuramente indefesso dell’Assessore alle Attività Produttive Massimiliano Scarabeo, in collaborazione con il manager Lucio Di Gaetano, che hanno ritrovato gli interessi della  Ikf di Mario Galetti  al vertice di un fondo di investimento quotato in borsa, specializzato nell’acquisto e nel successivo rilancio di aziende fallimentari o in crisi.  E’ la seconda volta che la Ikf ci riprova ad acquistare la Ittierre. due anni fa, nel 2013 l’offerta presentata al giudice Vassallo non riscontrò l’esito sperato, la scelta cadde proprio su Oti e le conseguenze non previste dell’arresto del suo massimo esponente Antonio Rosati, per una presunta frode fiscale da 250 milioni di euro, è stato determinante ai fini della scelta della messa in vendita dell’azienda. Altri interessi si riscontrano con l’intervento di un secondo fondo che fa capo a Europa investimenti, altra società meneghina che può vantare una lunga e consolidata esperienza, nonché una storia di successo, nell’ambito della costruzione e successiva realizzazione di operazioni di finanza straordinaria. La società, infatti, è stata uno dei primi advisor in Italia – oltre che investitore in proprio – di un fondo d’investimento chiuso (sottoscritto, tra gli altri, anche da importanti investitori esteri, istituzionali e privati) dedicato alla realizzazione di investimenti di capitale di rischio nel settore del private equity. Conclusa una prima serie di investimenti nell’anno 2000 con un rilevante successo, Europa Investimenti ha iniziato, nel maggio 2007, un nuovo ciclo operativo specializzandosi nel valutare opportunità di investimento nell’ambito delle special situations, ovvero in situazioni complesse di varia natura e comunque originatesi da: procedure concorsuali, crediti incagliati o in sofferenza, partecipazioni azionarie in aziende in stato di crisi o decozione. Tale società al vertice è guidata  da Stefano Vegni, Stefano Bennati, Ennio Vitullo, Roberto Tuzzami e Tommaso Micaglio.

La terza possibilità, riguarda le attenzioni del partenopeo Donato Ammaturo  patron del brand Frankie Morello e proprietario di una petrolifera.

Ci sarebbero anche altre società, anche internazionali interessate al subentro, ma il tutto è comunque nelle mani del giudice che dovrà decidere e scegliere il piano più promettente e che garantisca una maggiore sicurezza di rilancio, sperando che questa sia la volta buona.

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