“Il contratto tutele crescenti è una realtà, è un passo storico per il Paese. La cosa fondamentale è che nessuno ha più alibi per non investire in Italia e nessun imprenditore può dire che c’è in Italia un sistema che disincentiva la libera azienda. E’ una rivoluzione copernicana, solo l’ideologia o la malafede possono dire che non ci sia un grande passo in avanti”. Così il premier Matteo Renzi illustrando i decreti attuativi del Jobs Act, in conferenza stampa a termine del CdM.

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“Si rovescia l’onere della prova e si semplifica il regime di flessibilità e contemporaneamente si danno più tutele a chi ne ha bisogno e più libertà a chi vuole investire”, ha aggiunto Renzi.Riguardo ai contenuti, ha chiarito il premier: “Abbiamo deciso di non intervenire sull’opting out, sarebbe stato un eccesso di delega; ai licenziamenti collettivi è esteso lo stesso regime dei licenziamenti individuali; non è previsto il licenziamento per scarso rendimento; l’indennità in caso di licenziamento sarà pari a due mensilità per ogni anno di servizio, in ogni caso non inferiore a 4 e non superiore a 24 mensilita; il contratto a tutele crescenti varrà anche per sindacati e partiti”.

Renzi ha concluso la conferenza stampa ribadendo che: “In ogni caso il via libera è arrivato senza grandi polemiche in Cdm, se poi fuori c’è il gioco della parti va bene. Comunque – ha assicurato Renzi – il testo è aperto alle Commissioni parlamentare, siamo pronti a rivedere i nostri convincimenti: ma è un passo in avanti strepitoso”.

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