di Tonino Atella

La racconta un cittadino molisano, sballottato tra prezzi altissimi e diversi per esami diagnostici da una regione all’altra, impegnative esose, prenotazioni improvvisamente scomparse e telefoni di sedi private extraregionali che suonano per minuti e minuti senza che nessuno risponda.

Che baraonda la gran parte della sanità privata sul territorio nazionale ! Ce n’è di tutto e di più, e sistematicamente di tanto assurdo, incredibile ed ingarbugliato che “il povero diavolo” del cittadino che ne ha bisogno e giocoforza vi si rivolge finisce letteralmente disorientato, stranito, basìto e soprattutto contrariato, avvilito e mortificato per tutto quanto gli tocca affrontare e subire per necessità. Per capire siffatto ginepraio di difficoltà ed ostacoli di vario tipo, basterà sentire quanto ha da dire chi di recente l’ha suo malgrado subìto, rimanendo letteralmente senza parole ma con tanta rabbia sociale e civile dentro. “Avevo bisogno di una determinata risonanza magnetica -afferma lo sconfortato cittadino- e, su suggerimento del mio medico di famiglia, ho provato a contattare strutture sanitarie pubbliche e private sia del Molise che della Campania e del Lazio, ossia delle regioni confinanti. Va detto preliminarmente che per avere risposta via telefono, cioè perché qualcuno dall’altro capo della cornetta risponda, passano sistematicamente -si creda !- dieci, venti minuti ed anche oltre. Quando poi finalmente qualcuno alza la cornetta comincia l’assurdo, la baraonda, il ginepraio della vicenda ! Si pensi che un centro privato non molisano mi ha informato che per la risonanza di cui necessito devo pagare 150 euro, mentre altra struttura sempre privata ed ancora extraregionale ha invece chiesto per identico esame 250 euro ! Prezzi a go-go, senza limiti, senza un tetto massimo ed evidentemente senza che si possano controllare e calmierare, tanto che ognuno della sanità privata si sente autorizzato e in diritto di spadroneggiare a piacimento ! Ovviamente con noi potenziali utenti costretti solo a subire, senza possibilità alcuna di difenderci nonostante il sacrosanto diritto primario alla salute, di cui tutti i partiti ogni giorno pontificano  a josa senza poi addivenire ad alcunché di concreto a favore dell’utenza !”. Il prosieguo delle esternazioni del cittadino : “Il mio medico curante -aggiunge lo sconfortato soggetto- aveva approntato regolare e circostanziata impegnativa che però, letta via telefono al centro privato extraregionale convenzionato cui mi ero rivolto, è stata rifiutata, non ritenendola appropriata. Seduta stante mi è stata dettata via telefono altra impegnativa più corposa da far redigere al mio medico, il quale  però ha osservato che il contenuto non era rispondente alle mie necessità diagnostiche, in quanto arricchita da altri esami non necessari al sottoscritto e tali da comportare esborsi consistenti alla Regione Molise. Alla fine comunque, e per addivenire alla conclusione dell’intrigata vicenda e soprattutto pur di eseguire finalmente l’esame diagnostico necessario, si stilava già all’indomani la nuova impegnativa secondo i costosi dettati del Centro privato extraregionale ma, contattata prontamente tale struttura, ecco inesorabile la risposta, “Per luglio è tutto prenotato ed occupato. Se ne parla ad ottobre !”, l’affermazione lapidaria del Centro privato. La replica stizzita del molisano, “Ma come avevo prenotato a luglio, fermo restando l’inoltro dell’impegnativa come da voi richiesto ?”. “Dispiace, ma adesso a luglio é tutto pieno in convenzione. Se vuole a pagamento, ossia per euro …. Altrimenti ci vediamo ad ottobre …”. Domanda conclusiva a margine : è così che si difende la salute di tutti in Italia ? O continua purtroppo a vigere ed imperare il …”salti chi può !”, tanto antipatico e deprimente ?

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