di Luigi Venditti

Estati roventi e Comuni a secco, un grande regalo quello dei molisani ai pugliesi e campani, più precisamente un grande regalo quello della Regione Molise alla Campania e alla Puglia, perché poi a pagare sono le migliaia di molisani che restano quotidianamente a “bocca asciutta” durante le torride estati soprattutto nei comuni costieri. Un acquedotto quello Molisano che quando fu inaugurato orami nel lontano 1957 tra uomini in cravatta e donne con le anfore sulle teste era un vero gioiellino di tecnica ed ingegneria , ma che oggi fa acqua da tutte le parti. Non solamente i comuni della costa ma addirittura alcuni comuni adagiati sulle sorgenti in estate restano senz’acqua. Intanto si continua a regalare acqua in grandi quantità soprattutto alla vicina puglia sicuramente meno ricca di “oro blu” soprattutto nell’area del tavoliere delle puglie dove si estendono appezzamenti di terreno coltivati ad “acqua” , moliSana. La domanda è: L’acqua del Matese basterà per i molisani? cioè l’acquedotto molisano centrale può da solo approvvigionare d’acqua tutti i comuni del Molise? la risposta è no. Ad esempio, quando c’è un guasto ad una pompa di sollevamento dell’impianto del liscione un comune in più resta a secco. Sarebbe necessario un più equilibrato “Governo delle Acque” per garantire l’approvvigionamento idrico necessario a tutti i comuni e cittadini molisani, evitando lo spreco nelle perdite durante il “percorso d’arrivo” e riducendo anche in parte gli sprechi locali una volta che l’oro blu è arrivato a destinazione. Ci sarebbe da tenere conto che in Molise le due più grandi fonti d’acqua sono la diga del liscione e la diga di Occhito, la diga del liscione rifornisce più che altro come evidenziavamo in precedenza la puglia ed e sempre più a secco, un bacino vuoto, alla rilevazione del 31 novembre 2020 l’asticella era a quota 110,4 metri poco superiore al minimo storico toccato nel 2017; Di pari passo “viaggia” la diga del liscione alias il lago di Guardialfiera all’ultima rilevazione era visibile  il ponte di Annibale, forse unico dato appagante che fa venir voglia di fare una gita sul lago per scattare qualche foto. La speranza per i molisani soprattutto dei comuni costieri e per i due invasi restano le piogge che “riforniscono” le alte torri che si ergono sui centri abitati privi di risorse idriche locali ovvero i serbatoi d’acqua che saltano all’occhio caratterizzando l’impatto visivo allo scorgere dei piccoli borghi. Non ci resta che la danza della pioggia oppure razionare gli sprechi e razionalizzare le “donazioni”.

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