di Tonino Atella
Angelo Bucci, giornalista e biocultore, dopo aver fatto amicizia in passato con una volpe, convive oggi magnificamente con cane che controlla all’esterno perché stia tutto a posto, con “Gastone il piccione” che per scaldarsi scaccia dagli sgabelli dinanzi al focolare i gatti e con le “feline”, come definisce i gatti, che si assopiscono volentieri al caldo del camino e lottano per restarvi.
Le belle favole di Natale. Si, un tempo le raccontavano le nonne e tante ancora lo fanno meravigliosamente, facendo restare i nipotini a bocca aperta, pronti ad implorare … “Nonna, ce ne racconti un’altra !”. E la vecchina che non si sottrae affatto, anzi quasi ringrazia il nipotino, la nipotina per la bellissima richiesta. Oggi, non inventeremo alcuna nuova favola natalizia, lasciando volentieri alle nonne la gradita incombenza, ma ci soffermeremo su quanto dal sapore diremmo “natalizio” avviene in contrada Leone di Pozzilli, località collinare alle porte del Comune del Molise dell’ovest a confine col Basso Lazio. Qui vive per propria scelta ambientalista, naturalista e biovegetariana il giornalista Angelo Bucci che, lasciati i centri abitati, è tornato alla dimora rurale dei nonni, “tuffandosi” a tutto tondo in una natura assolutamente sana ed accogliente come quella della contrada Leone. Ha anche “mollato” l’attività giornalistica, non riconoscendosi più in tale ambito che non lo rappresenta né lo soddisfa affatto come in passato, e convive con terra, collina, alberi, prodotti naturali ed … animali ! Già, il nostro si circonda di specie di tutti i tipi. Nel recente passato ogni sera andava a trovarlo … una volpe, che il nostro accoglieva all’aperto dinanzi casa offrendole cibo.

E il selvatico puntualmente tornava all’indomani, sfamandosi a pochi centimetri dal giornalista/amico e quindi rientrando nella natura della collina. Adesso … gli animali sono cambiati, ma risultano ugualmente particolari per atteggiamenti e comportamenti, come spiega lo stesso giornalista. “Il mio cane -inizia Angelo con un largo sorriso- controlla e veglia all’esterno, pronto a lanciare l’allarme se vede, sente o nota qualcosa che non va. All’interno di casa c’è invece “Gastone il Piccione”, che è un vero problema. Non vola più via, ma non sembra avere intenzione di convivere pacificamente con le mie gatte. Infatti considera di sua proprietà gli sgabelli davanti al camino, evidentemente intenzionato a costruirvi il nido, e puntualmente scaccia le feline, cioè le gatte, ivi assopite a gustare il tepore del fuoco. Ho provato a spiegargli che gli sgabelli sono per tutti, ma non vuole sentire ragioni. Litiga, becca e scaccia le povere feline ! Devo provare a parlargli non più in italiano … ma in dialetto locale, ossia <pzzgliar> o <caspolese>, sperando che capisca e mi dia ascolto !”. Beh, se non è una bella favola di Natale questa, come altro vogliamo definirla ?






























