Per la Festa della Cipolla Bianca di Isernia il tipico menù delle cipolle
Tavola tipica “cipollara” nell’ambito della ricorrenza dei Santi Pietro e Paolo
Si è appena conclusa a Isernia la due giorni (28 e 29 giugno) di riti religiosi e civili dedicati ai Santi Pietro e
Paolo, assai venerati nel capoluogo pentro. Nella circostanza tanta affluenza popolare nel solco della storica
devozione, numerosi appuntamenti civili, partecipassima fiera di merce varia, riti religiosi e cucina tipica
isernina in piena sintonia col prodotto principe della terra pentra, la cipolla bianca, autentico vanto del
territorio isernino. Nella circostanza infatti i ristoranti e i ritrovi tipici della città hanno presentato il menù
tipico ”cipollaro”, nel solco appunto della tradizione culinaria della tavola popolare e contadina isernina. Un
esempio di siffatto “rito culinario” nell’ambito della Festa della Cipolla Bianca di Isernia col menù tipico
della due giorni di festa che presentava la Zuppa r’cpolla r’ Sernia, la Pasta mbuttuta c’ cpolla e casc cavagl’,
Pulpett r’ cpolla e patan’ c’ cpolla arracanat e Roce cu’ciucculata, rcotta e cpolla. Non sono mancati in tale
contesto laboratori culinari, convegni, ristori, concerti, esposizioni e concorsi culinari, il tutto promosso dal
Comitato del Centro Storico di Isernia. Poi ancora la I^ edizione de “Il Bulbo Bianco”, con menù di
degustazione da parte dell’Associazione Cuochi Provincia di Isernia e protagonista, ovviamente, la cipolla
bianca di Isernia, autentica star della due giorni di cucina isernina. Appuntamento socio/culinario, questo,
che si ripete puntualmente negli anni ogni fine giugno a ribadire la tendenza “cipollara” della buona tavola
pentra, dal che il simpatico, amichevole, nient’affatto offensivo e mai in disuso appellativo di “cipolllari”
solitamente attribuito dai venafrani agli isernini. Questi ultimi, giusto per la cronaca e riferendosi agli …
“amati cugini” venafrani, replicano appellandoli “trippaverdi” nel solco della diversa tendenza culinaria
venafrana, tutta incentrata sulle ottime verdure della terra dell’estremo Molise dell’ovest e sulle
abbondanti risorse idriche sorgive che la irrigano, arricchendola di prodotti naturali, appunto le verdure,
vanto della ricca e produttiva terra venafrana.































