I Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria di Venafro

di T.A.

Il Suo estremo sacrificio del 303 d.C. (a Roma imperava Diocleziano, l’ultimo persecutore dei cristiani) fu terribile e devastante a tal che punto che 1720 anni dopo la fede popolare nei confronti di siffatto altissimo esempio di fede e dedizione alla causa cristiana non conosce freni o rallentamenti. Accade a Venafro ed il personaggio in tema è il Patrono San Nicandro, Protettore dell’intera Diocesi d’Isernia/Venafro e caduto sotto la lama del boia pagano assieme alla moglie Santa Daria ed al fratello San Marciano, la triade dei veneratissimi Martiri venafrani che ribadirono all’epoca la loro completa dedizione alla causa cristiana finendo martirizzati. Ebbene da Venafro e dintorni proseguono senza sosta i sentimenti di fede ed il sincero attaccamento a siffatti esempi di fede. La conferma, oltre che dall’assidua frequentazione popolare della Basilica di San Nicandro nella cui cripta sottostante sono custoditi i resti d San Nicandro e fors’anche (manca l’assoluta certezza storica) di San Marciano, dalle continue dimostrazioni di fede della gente comune attraverso gesti della quotidianità. Ne sono prova, per restare sull’attualità, il significativo mini busto di San Nicandro realizzato da un devoto di San Pietro Infine (Caserta) e per settimane esposto in Basilica ed ultimamente il quadro raffigurante lo stesso Martire, opera di ignoto/a, e sistemato su un lato della grata in ferro che nella cripta custodisce il sarcofago di San Nicandro. Testimonianze, il busto ed il quadro, della bellissima fede popolare verso colui che assieme ad altri ha fondato il Cristianesimo nell’importante provincia dell’antica Roma, Venafro appunto, rinunciando a potenza e ricchezza che il paganesimo garantiva.

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