Pronti, partenza, via. Cotugno e Toma stanno mettendo in atto in queste ore la guerra all’europarlamentare Patriciello con le nomine nel CDA di Finmolise.

Si apprende da spifferi del palazzo di una situazione quanto mai paradossale: Toma e Cotugno vogliono nominare il commercialista Fabio Patriciello (nipote dell’eurodeputato e della moglie di Cotugno) nel CDA della finanziaria regionale.

Con delibera 182 del 15 giugno scorso la Giunta regionale, con l’assenza strategica di Vincenzo Cotugno (zio acquisito del Patriciello da nominare)  procede a designare il Presidente, l’Amministratore delegato e il Componente del Consiglio di Amministrazione della Finmolise Spa come segue:

  1. a) Bartolomeo ANTONACCI Presidente
  2. b) Domenico FAGNANO Amministratore delegato
  3. c) Fabio PATRICIELLO Componente.

Neanche il tempo di ricevere la comunicazione che il giovane e preparato professionista decide di non prestarsi ai giochi dell’esecutivo regionale e, con una pec, comunica alla Giunta e alla Finmolise la propria indisponibilità ad accettare l’incarico.

Entrambi gli enti ricevono la pec ma la volontà del dottor Fabio Patriciello non viene minimamente presa in considerazione. Tanto che la Finmolise ha proceduto in queste ore a nominare Fabio Patriciello quale componente del CDA.

Al Consiglio di amministrazione ha partecipato lo stesso presidente della Regione Donato Toma che, a quanto pare, ha fatto orecchie da mercante non curandosi di prendere atto della mancata volontà del giovane venafrano ad accettare l’incarico.

Domanda: che senso ha produrre atti nulli da parte del governatore?

Più che stare in una Regione sembra di vivere in una barzelletta.

Toma si rende conto che da lui non vogliono più nemmeno gli incarichi?

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