Lettera aperta al Consiglio Comunale di san Giuliano di Puglia:

 

“L’inchiesta sulle speculazioni economiche fatte sulla pelle dei profughi, che ha coinvolto anche il Molise per futuro centro di San Giuliano, non è “una deviazione” dal sistema vigente, ma il frutto naturale del sistema di mercato e quindi delle privatizzazione dei servizi sociali.

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Più che di “mafia capitale” dovrebbe parlarsi  di mafia del capitale. Ed è incredibile che quella stessa destra, che prende tangenti al servizio di imprenditori che speculano economicamente sulla pelle profughi, poi vi specula anche elettoralmente, cercando di aizzare  le masse contro i migranti, anziché contro i padroni e i banchieri e i loro governi di ogni colore, veri responsabili  della crisi e delle miserie.

 

D’altro lato, come accertato dalla stessa inchiesta, la privatizzazione del delicato servizio sociale, comporta che quasi nulla va ai profughi beneficiari, a parte il super sfruttamento e la dequalificazione dei dipendenti e del servizio; mentre una buona fetta delle risorse pubbliche vengono rubate dai padroni di questo ignobile mercato, compresi i compensi ai politici corrotti per i servizi resi.  Con il risultato di una minore occupazione e di un servizio scadente se non inesistente, come varie inchieste giornalistiche hanno dimostrato.

L’analisi di Marx è più mai attuale sui governi di questo stato, come comitati d’affari della borghesia.

 

I politici coinvolti in questa inchiesta, di tutti i partiti borghesi, dall’ambiente fascista e di destra e clerico-reazionario (C.L.), sino al “centrosinistra” ed in particolare al PD, sono gli esecutori per conto dei capitalisti gestori delle finte “cooperative”: queste in realtà sono solo imprese capitalistiche della peggior specie, che super sfruttano i lavoratori, e non hanno nulla a che fare con le vere “cooperative rosse”, nate agli inizi del ‘900 come strumento di tutela mutualistica che si diedero da sé le masse lavoratrici.

 

Ciò premesso chiediamo che il Comune di San Giuliano non proceda alla privatizzazione del servizio e costituisca, con le stesse risorse pubbliche, una struttura pubblica (anche in collaborazione con altre competenze specifiche nel settore sociale e del’accoglienza ), che sia gestita sotto il controllo democratico e pubblico, dei lavoratori e dei profughi beneficiari.

 Libera da profitti e speculazioni: tutte le risorse vadano per i profughi beneficiari del servizio e per chi vi lavora.   “

 

07/06/2015                                                                                                 IL COORDINATORE

Tiziano Di Clemente

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