Sul retro però è tutto un abbandono, “assalita” e ricoperta da tantissima vegetazione spontanea come rovi, arbusti, alberi ed erba a josa mai rimossi
La facciata è bella ed attraente, tanto da essere ammirata da forestieri, ospiti e visitatori. Assieme al laghetto di Corso Lucenteforte nel quale si specchia è “la cartolina” paesaggistica di Venafro e tanti volentieri l’apprezzano, fermandosi ad osservare e scattare foto. Trattasi, si sarà capito, della Palazzina Liberty del rione Ciaraffella che si sta scrivendo, struttura d’inizio secolo scorso e sino al recente passato sede di macchinari, attrezzature e servizi (taluni ancora presenti in locali a pian terreno, sul lato che porta al lavatoio comunale) della SME (Società Meridionale Elettrica), come ancora cita l’iscrizione in alto sulla facciata principale. Erano i tempi in cui si poteva produrre liberamente energia da parte di privati sul territorio nazionale e a Venafro, data la presenza di abbondante risorsa idrica sorgiva, si installò appunto una centrale idroelettrica dell’allora SME (società privata) per produrre energia. Passano gli anni, nasce l’ENEL, arriva la legge dell’impossibilità da parte di privati di produrre energia, da allora prerogativa esclusiva dell’ENEL, e l’ex centrale venafrana della SME e i relativi macchinari cadono in disuso, tant’è il successivo abbandono e deterioramento di palazzina e macchinari per produrre energia idroelettrica. L’edificio diventa un rudere e addirittura al suo interno ed in cima vi si effettuano i giochi pirotecnici in occasione della Festa annuale di metà luglio in onore della Madonna del Carmine, ancora oggi per importanza il secondo appuntamento religioso/civile annuale venafrano subito dopo il trittico festivo patronale di metà giugno in onore dei Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria.
Anni ancora corrono via e finalmente arrivano finanziamenti pubblici per il restauro della palazzina, che acquista così l’aspetto attuale, come scritto bellissimo ed assai apprezzato. L’edificio viene risanato, all’interno si creano nuovi locali per iniziative socio/culturali e la palazzina acquista nuova veste ed un aspetto tutt’altro. Peccato per macchinari, servizi ed ex centrale della precedente SME, che restano accantonati ed isolati come detto in locale laterale, piuttosto che rimetterli in circuito, ad esempio a fini didattico/conoscitivi per le nuove generazioni. Ma “i peccati” della restaurata Liberty di Venafro purtroppo non finiscono qui ! Bella e suggestiva sul davanti con la sua magnifica facciata principale, è tutto un abbandono ambientale sul retro ! Bella davanti, impresentabile sul lato opposto ! Rovi a non finire, cespugli che l’hanno praticamente ”assalita” ricoprendola per gran parte, addirittura alberi ad alto fusto cresciuti a dismisura ed erba a josa ed incolta dappertutto. Liberty cioè impresentabile sul retro, avendo consentito negli anni al verde naturale di averne ragione ! E’così che si tiene, si tutela e si conserva una struttura pubblica ? Assolutamente no ! Ragion per cui è tempo che il Comune di Venafro vi destini lavoratori appositi (anche gli stessi percettori del reddito di cittadinanza, se possibile!) perché taglino, ripuliscano, rimuovano e portino via l’eccedente al fine di restituire in toto alla Liberty attrattiva, bellezza e suggestione. Questo organo d’informazione a conferma di quanto scritto nel merito allega circostanziata documentazione fotografica per “dare una mano” a che la Liberty sia bella ed apprezzabile a 360° e non già solo sul davanti !






























