di Redazione

“Ne parlo da tempo con molti amici di questa terra piena di storia. In Molise stiamo assistendo a una progressiva distruzione del pubblico, con un assorbimento sistematico da parte del privato convenzionato. È un progetto che parte da lontano, dagli anni Ottanta. Già allora, invece di collocare tecnologie all’avanguardia negli ospedali del territorio, si decise di affidare quei servizi ai privati, spingendo tutto il pubblico verso strutture private convenzionate. È un modello deliberato per generare profitto, non per rispondere ai bisogni reali delle persone.” Con queste parole forti e dirette, Marco Rizzo, noto politico e attivista, lancia l’allarme su quello che considera un disegno strutturale di smantellamento della sanità pubblica in Molise. L’occasione per approfondire questo tema sarà venerdì 4 luglio, alle ore 19, in un incontro pubblico che si terrà a Isernia, presso la suggestiva Fontana Fraterna in Piazza Celestino n. 5. Ciò che sta accadendo in Molise non è frutto del caso o di errori amministrativi, ma l’esito di scelte politiche deliberate, iniziate già negli anni Ottanta. In quel periodo, invece di investire in ospedali pubblici e dotarli di tecnologie moderne, si preferì affidare interi settori sanitari al privato convenzionato, creando un sistema che nel tempo ha portato a:

  • Depotenziamento delle strutture pubbliche, lasciate senza mezzi né aggiornamenti;
  • Canalizzazione dei fondi pubblici verso soggetti privati, attraverso convenzioni e accreditamenti;
  • Progressiva riduzione dell’accesso universale e gratuito alla cura, in favore di prestazioni subordinate al mercato.

Il risultato? Una sanità sempre più lontana dal cittadino comune e sempre più vicina a logiche di profitto. La regione Molise è un territorio che, pur ricco di storia e cultura, da anni soffre per il definanziamento della sanità pubblica. Ospedali ridotti all’essenziale, lunghe liste d’attesa, servizi territoriali carenti e un aumento costante della mobilità passiva sanitaria (cittadini che si curano fuori Regione) sono solo alcuni degli indicatori critici. In questo contesto, le strutture private convenzionate sono diventate centrali nell’erogazione dei servizi sanitari, spesso rappresentando l’unica alternativa percorribile per molte famiglie, con un impatto diretto anche sul piano economico. Il problema sollevato da Marco Rizzo tocca un tema nazionale: la doppia natura del sistema sanitario italiano, pubblico nella sua impostazione costituzionale, ma sempre più privato nei fatti. Questo modello  non ha al centro la salute dei cittadini, ma la redditività dei servizi sanitari: non si risponde ai bisogni reali delle persone ma si costruisce una sanità che funziona solo per chi può permettersela. L’incontro del 4 luglio a Isernia sarà l’occasione per discutere apertamente di questi temi, raccogliere esperienze locali, confrontare dati e cercare una via di resistenza civile e politica alla privatizzazione del diritto alla salute. La sanità è lo specchio di una società. In Molise, come in altre regioni italiane, si sta giocando una partita decisiva: continuare su una strada che trasforma la salute in un affare oppure ritrovare lo spirito originario del Servizio Sanitario Nazionale, basato su universalità, equità e solidarietà.

Articolo precedenteTour educativo “Il bullismo non va in vacanza 2025”. Sabato 5 luglio a Montaquila
Articolo successivoLA MOLISANA MAGNOLIA, QUE MORRISON PRONTA AD INFIAMMARE NUOVAMENTE L’ARENA