Come si faceva un tempo a trasportare le enormi campane ? E’ la domanda sulla bocca di tanti e che You Tube finalmente risolve. A spiegarlo è un attuale maestro campanaro della Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone, Tonino. L’importanza della predetta fonderia, vanto storico del Comune del Molise interno e dei Fratelli Marinelli, titolari della notoria azienda artigiana, deriva anche dal fatto di essere stata visitata dall’allora Pontefice Giovanni Paolo II che ne apprezzò lavorazione, materiali utilizzati ed antichi sistemi produttivi, tanto da essere insignita del titolo di Fonderia Pontificia. Dei sistemi di lavorazione e trasporto delle enormi campane parla appunto uno dei maestri campanari dell’attualità, Tonino. “Non venivano trasportate -spiega l’uomo- ma realizzate sul posto, là dove occorrevano, dal “magister”, ossia dal fondatore itinerante. Si scavava una enorme buca, vi si colava il metallo occorrente, si modellava, di lavorava, si lasciava raffreddare e la campana era pronta. Nessun trasporto quindi, ma impegno del fonditore itinerante, appunto il magister, là dove la campana occorreva ed era stata richiesta. Tanta manualità quindi, tanta sapienza artigianale ed alla fine veniva la magnifica ed enorme campana da fissare in cima ad un campanile o altro edificio di rilievo per irradiare il proprio suono”. L’arte manuale campanaria, vanto di Agnone e dell’intero Molise.
Come venivano trasportate le campane? Risponde il Maestro Campanaro #campanemarinelli
T.A.





























