di Massimiliano Scarabeo
Cari amici,
torniamo a parlare dell’Arma dei Carabinieri e delle molte vittime che di essa si contano in Istria nella drammatica occupazione partigiana seguita all’armistizio del 1943.
Terribile la sorte toccata all’integerrimo Maresciallo Torquato Petracchi, sottufficiale di profondi sentimenti patriottici, il quale alla data dell’8 settembre 1943 era in servizio quale Comandante della Stazione di Parenzo.
Costretto alla latitanza – solo perché strenuo assertore della sua italianità – assieme ad altri civili e ad appartenenti alla Guardia di Finanza, il 3 ottobre 1943 venne catturato dai partigiani titini che, dopo averlo brutalmente percosso, lo condussero nei locali della Caserma dell’Arma, ormai occupata.
Lì fu sottoposto ad intimidazioni, minacce ed inaudite sevizie, ma sopportò le violenze con stoica e serena fermezza, mantenendo in ogni circostanza contegno fiero ed altero, rifiutandosi di passare al servizio di coloro che volevano l’annessione della Venezia Giulia alla Jugoslavia comunista di Tito.
La notte successiva, assieme ad altri 25 italiani
anch’essi catturati, venne trasportato a Villa Surani
(Antignana), con i polsi legati con filo di ferro
spinato e fatto precipitare nella vicina Foiba profonda 135 metri, ove suggellò con la morte, al grido di “Viva l’Italia”, il suo attaccamento alle nobili tradizioni dell’Arma.
I cadaveri delle vittime furono recuperati nel
dicembre successivo.
Alla sua memoria è stata conferita la Medaglia d’Argento al Valor Militare.
Riposa in Pace, Maresciallo Petracchi.
Articolo precedenteMeteo: previsioni del tempo per il giorno 01/11/2021
Articolo successivoVenafro e il Molise si fermano per onorare i Caduti sepolti al Cimitero Militare Francese della città