L’epopea delle esplorazioni dell’America centrale e meridionale ha sempre esercitato un enorme fascino. L’incontro tra europei e culture precolombiane è visto come l’incontro della civiltà con una bolla temporale, presentando i conquistadores europei come intrepidi esploratori e ponendone in secondo piano gli aspetti più colonialisti e aggressivi. Al di là di qualsiasi giudizio, comunque, il fascino per le esplorazioni del Nuovo Mondo è stato trasmesso grazie a tante opere che si sono ispirate ai contatti tra europei e americani.
Tra i media che si sono occupati di questo periodo storico, insieme a libri e film, figura anche il videogioco; il mezzo videoludico è anzi quello che più di altri ha esplorato questa particolare ambientazione. D’altra parte la sua versatilità non è più una sorpresa e viene sfruttata nei contesti più diversi: è il caso di Metapolis, videogioco dalle ambizioni culturali portato anche in America lo scorso anno. Proprio dal mondo videoludico quindi provengono numerosi titoli con ambientazioni precolombiane, differenti per genere e anni.
Uno dei primissimi esempi, in effetti, risale ancora all’epoca del Commodore 64. Si tratta di Aztec Challenge: il protagonista, un prigioniero azteco, doveva affrontare sette livelli che mischiano genere platform e azione, evitando ostacoli e trappole. Una volta finiti i livelli era possibile ricominciarli daccapo, affrontandoli a velocità aumentata e quindi maggior difficoltà.

Nonostante i tanti esempi che si potrebbero fare a cavallo degli anni ’90, saltiamo direttamente agli anni 2000 per citare alcuni titoli di strategia in tempo reale. Proprio nel 2000 uscì infatti Theocracy, un RTS con alcuni elementi di strategia a turni. Si trattava di un titolo nel quale, preso il controllo di una piccola popolazione nativa, la si faceva crescere scontrandosi con le altre popolazioni in controllo delle diverse regioni della mappa di gioco. Vale la pena ricordare anche Age of Empires, e nello specifico il secondo e il terzo capitolo. La serie si è ritagliata un nome nello scenario RTS per la possibilità di controllare diverse civiltà in diversi periodi storici: il secondo capitolo, uscito nel 1999, era ambientato nel Medioevo, mentre il terzo, uscito nel 2007, era focalizzato sull’esplorazione del nord America. Il secondo capitolo ha ricevuto un’espansione nel 2000, che inserì come civiltà giocabili Aztechi, Maya e Spagnoli. Il terzo capitolo invece includeva civiltà europee, limitandosi a inserire alcune unità provenienti da popolazioni precolombiane come Inca, Maya e Tupi; in una successiva espansione sono poi stati inseriti gli Aztechi come civiltà direttamente giocabile.
Una delle serie più celebri a mettere in scena ambientazioni precolombiane è senza dubbio Assassin’s Creed: la serie Ubisoft ha sempre esplorato differenti ambientazioni storiche, e quella delle esplorazioni americane non è stata da meno. Nel 2012 uscì il capitolo Liberation: ambientato prevalentemente a New Orleans nel ‘700, parte della trama si svolge nelle rovine maya di Chichén Itzá. Nel 2013 è uscito il capitolo Black Flag: protagonista è un pirata che, navigando nel Mar dei Caraibi, si trova ad avere a che fare con i discendenti delle antiche popolazioni native nella penisola dello Yucatán. Sempre nel 2012, periodo di gran successo dei browser game, venne rilasciato Tentlan: è un multiplayer di massa online, basato sul trasformare un piccolo villaggio precolombiano in un impero.
Le ambientazioni precolombiane sono state largamente utilizzate anche in giochi molto più semplici, dove svolgono la funzione di contestualizzare quelli che sono a tutti gli effetti casual game. Prendiamo per esempio Temple Run, un endless runner rilasciato in origine per dispositivi mobili: questo genere di giochi prevede che il protagonista corra evitando ostacoli di vario genere, e la fine del gioco avviene solo quando si scontrerà con uno di essi. In questo caso il protagonista fugge proprio da un tempio precolombiano, con riconoscibili architetture. Possiamo pensare anche a Gonzo’s Quest: si tratta di una slot machine presente su piattaforme di casinò online. In questo caso l’ambientazione è quella della ricerca di El Dorado, la mitica città dell’oro. Un altro esempio è Zuma: si tratta di una rivisitazione delle meccaniche di Puzzle Bobble, basato però su ambientazioni precolombiane.
Per finire, possiamo dare uno sguardo al futuro. Per il gennaio del 2025 è atteso Death Relieves, mentre non c’è una data di lancio ufficiale per Soulmask, ancora allo stato di accesso anticipato: si tratta di due survival horror con ambientazioni precolombiane. Il primo è focalizzato sulla parte horror, utilizzando miti e divinità azteche, mentre il secondo enfatizza la parte survival e sandbox. In entrambi i casi comunque le comuni ambientazioni precolombiane testimoniano di quanto questo setting riscuota successo, e sia perciò famoso, anche nel mondo del videogaming.
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