di Redazione
«Decoro urbano, cura, pulizia, riqualificazione, sviluppo del territorio, accoglienza, impegno sono state le parole più utilizzate dall’attuale maggioranza Puchetti durante l’ultima campagna elettorale, portata avanti anche a colpi di brevi slogan social che, punto per punto, spiegavano intenzioni future e, contestualmente, riassumevano i “traguardi” raggiunti, ma sempre nel segno della continuità. E, infatti, la continuità non è mancata, perché tra gli obiettivi futuri è rientrato nuovamente l’Anfiteatro, sempre nuovamente considerato “… la nostra risorsa più grande” da valorizzare attraverso “diverse convenzioni con la Soprintendenza per assicurarne l’apertura in periodi strategici o per grandi eventi serali”. A chiacchiere però, perché i fatti narrano di un Anfiteatro sovrastato dalle erbacce – cosa commentata negativamente dai molti turisti durante la festa patronale –, anche se il Sindaco Pino Puchetti, con un messaggio social, parlava di un incontro avvenuto il 12 maggio con la nuova Soprintendente, che aveva potuto constatare di persona le condizioni in cui versava l’Anfiteatro, aggiungendo anche che il Comune, in sostituzione, si era offerto di provvedere allo sfalcio dell’erba, qualora fosse stato necessario. Un avviso della stessa Sovrintendenza, poi, annunciava lavori di manutenzione del verde nel Parco dell’Anfiteatro e a Villa Zappone nei giorni 21 e 22 maggio. Parole e avvisi che non hanno avuto nessun seguito, con l’aggravante che l’Anfiteatro è rimasto chiuso anche in occasione del 2 giugno, giornata in cui il FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) ha proposto aperture speciali, quindi fuori dalle classiche “Giornate FAI” che si svolgono in primavera e autunno, riguardanti i siti sparsi in tutta la penisola. A Larino, quindi, sono arrivati i turisti, in pullman, e hanno trovato l’Anfiteatro chiuso. Tutto questo, bisogna ricordarlo per l’ennesima volta, mentre Larino è Comune capofila dell’Area Interna “Medio-Basso Molise” nell’ambito del progetto SNAI (Strategia Nazionale Aree Interne) 2021-2027, guidando la programmazione per combattere lo spopolamento e promuovere lo sviluppo del territorio attraverso il potenziamento dei servizi e la promozione del Turismo sostenibile. Alla luce dei fatti – e anche dei famosi fari installati nell’Anfiteatro per illuminarlo di notte –, se questa è la maniera di promuovere lo sviluppo territoriale e turistico, forse sarebbe il caso di cambiare rotta, e anche in fretta. Vanno benissimo la stagione teatrale, le grandi manifestazioni e gli eventi dell’Estate larinese, realizzati tra l’altro, come tante altre iniziative, dalle varie associazioni, ma non possono rappresentare la base del fermento culturale di un paese, perché occorrono strategie serie volte soprattutto alla promozione di quei beni culturali presenti sul territorio, capaci di attrarre turisti che, accolti nella maniera giusta, magari anche facendo trovare un luogo ben attrezzato e decoroso dal punto di vista urbanistico, saranno più propensi a fermarsi a Larino, innescando un circuito economico di cui potranno beneficiare tutte le strutture ricettive e le attività commerciali locali. Bisogna iniziare a parlare di Cultura in senso ampio, e per prima dovrebbe capirlo l’Assessore alla Cultura Iolanda Giusti, che si dovrebbe fare portavoce del paese che ha scelto di amministrare, diventando promotrice di iniziative volte a potenziare le bellezze frentane, soprattutto combattendo per la loro fruibilità. Ci si appella, comunque, all’intera amministrazione di maggioranza, affinché ognuno si assuma le proprie responsabilità in base ai compiti assunti in seguito alle elezioni che hanno designato i rappresentanti dell’intera comunità. Più fatti e meno parole, che lasciano sempre il tempo che trovano.





























